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Medio Oriente in fiamme: raid Usa-Israele colpiscono l’Iran, morti e tensioni crescenti

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Teheran – La crisi in Medio Oriente raggiunge un nuovo punto critico dopo l’avvio dell’operazione congiunta Usa-Israele per colpire il regime iraniano. Nei raid condotti ieri, la Guida suprema Ali Khamenei è stata uccisa, mentre permangono dubbi sulle sorti dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. In risposta, i Pasdaran hanno minacciato quella che definiscono l’operazione “più feroce” della storia contro Israele e le basi americane nella regione. Il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito: “Se l’Iran colpirà duro, reagiremo con una forza mai vista prima”.

Attacchi su più fronti e vittime civili

Missili iraniani hanno colpito Tel Aviv, dove si registrano danni a edifici e almeno una vittima, mentre altre città israeliane sono rimaste sotto allerta grazie al sistema Iron Dome. Nel Golfo, sono state colpite le basi americane a Doha, Barhein e Kuwait City, mentre Dubai ha subito danni a un palazzo sulla celebre isola artificiale di Palm Jumeirah e all’aeroporto internazionale. In Pakistan, nove persone sono morte in un tentativo di assalto al consolato Usa a Karachi.

Lo Stretto di Hormuz è stato chiuso, interrompendo il passaggio della gran parte del petrolio mondiale. In questo contesto, Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto, ha ringraziato gli Stati Uniti per l’operazione, definendo l’evento come “l’ora della liberazione”. Tuttavia, migliaia di iraniani sono scesi in piazza in lutto, gridando slogan contro Israele e gli Stati Uniti.

Distruzione della Marina iraniana secondo Trump

Su Truth, il presidente Trump ha dichiarato: “Abbiamo distrutto e affondato nove navi militari iraniane, alcune di grande rilevanza strategica, e in un altro attacco abbiamo in gran parte distrutto il loro quartier generale navale. La loro Marina, a parte questo, sta andando molto bene!”.

Italia e Ue: sicurezza dei connazionali e de-escalation

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato a un Consiglio Affari Esteri straordinario dell’UE convocato dall’Alta rappresentante Kaja Kallas. Tajani ha sottolineato l’importanza di sostenere gli sforzi di de-escalation, proteggere i cittadini italiani nella regione e gestire le conseguenze economiche del conflitto, compresa la chiusura dello Stretto di Hormuz. Tra le misure annunciate, la creazione di una “Task Force Golfo” per coordinare le richieste di assistenza degli italiani.

Italiani bloccati a Dubai: rassicurazioni dal sindaco di Sulmona

Cinque giovani di Sulmona si trovano attualmente a Dubai, in attesa di rientrare in Italia. Il sindaco Luca Tirabassi ha confermato che tutti stanno bene, seppur comprensibilmente in ansia, e che il Console italiano ha fatto visita ai ragazzi per rassicurarli. Anche l’imprenditore Gianfranco Tarsini, presente negli Emirati per motivi di lavoro, è sano e sotto protezione. Al momento, non esiste ancora una data certa per il rientro in Italia; il 4 marzo resta solo un’ipotesi da confermare in base agli sviluppi sul campo.

La situazione rimane in rapido mutamento e le autorità italiane, europee e americane continuano a monitorare la crisi, in attesa di capire le prossime mosse di Teheran e le possibili ripercussioni sulla stabilità del Medio Oriente.

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