28 marzo 2026 – Il conflitto in Medio Oriente continua a intensificarsi con nuovi attacchi, vittime civili e sviluppi sul piano militare e diplomatico.
Gli Houthi hanno rivendicato il loro primo attacco contro Israele dall’inizio della guerra, segnando un ulteriore allargamento del fronte del conflitto. Nel frattempo, tre giornalisti libanesi sono stati uccisi in seguito a un raid israeliano nel sud del Libano, episodio che accresce le preoccupazioni per la sicurezza dei civili e degli operatori dell’informazione.
Sul piano militare, cresce la tensione tra Iran e Stati Uniti. Dodici militari americani sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, con due feriti gravi ma nessuno in pericolo di vita. L’attacco ha causato anche danni ad almeno un velivolo.
Il Pentagono sta valutando l’invio di ulteriori 10.000 soldati nell’area, che porterebbero il contingente statunitense a circa 17.000 unità. Una presenza che, pur non configurando un’invasione su larga scala, potrebbe consentire operazioni mirate come la messa in sicurezza di materiali sensibili o il controllo di aree strategiche.
Parallelamente, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito obiettivi del “regime” iraniano direttamente a Teheran, senza fornire ulteriori dettagli operativi.
Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, ha annunciato una riunione a Islamabad con i rappresentanti di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per discutere dell’evoluzione della crisi.
Intanto, la Thailandia ha raggiunto un accordo con l’Iran per consentire il passaggio delle proprie petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio energetico globale, rimasto fortemente condizionato dalle tensioni.
A commentare il quadro internazionale è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato la comunità nazionale e internazionale alle proprie responsabilità, sottolineando come le attuali tensioni stiano minando stabilità, sicurezza e diritti fondamentali delle popolazioni coinvolte.







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