Gaza, migliaia di corpi ancora sotto le macerie: l’ONU avverte, la ricostruzione potrebbe richiedere anni

Gdp Avatar

Striscia di Gaza – Sono circa ottomila i corpi che potrebbero essere ancora intrappolati sotto le macerie nella Striscia di Gaza, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, che ha raccolto numerose testimonianze di abitanti della Striscia impegnati nella ricerca dei propri familiari con mezzi di fortuna.

A quasi tre mesi dal primo vertice del Board of Peace, tenutosi a Washington D.C. il 19 febbraio, l’attenzione internazionale sulla crisi sembra essersi progressivamente attenuata. Tuttavia, la situazione umanitaria sul terreno resta estremamente grave e non esiste ancora un piano operativo pienamente attuato per la ricostruzione e la gestione del futuro della popolazione palestinese nella Striscia.

Le Nazioni Unite continuano a operare sul campo, pur tra forti difficoltà logistiche e operative e con limitazioni legate al contesto di sicurezza. Un funzionario dell’organizzazione ha sottolineato come la rimozione delle macerie, rallentata dalla distruzione diffusa causata dai bombardamenti, potrebbe richiedere fino a sette anni prima di poter essere completata.

“Migliaia di corpi sono sepolti sotto edifici crollati in tutta l’enclave”, ha dichiarato il funzionario ONU, aggiungendo che molte famiglie continuano ad attendere il recupero e la sepoltura dei propri cari.

Secondo le valutazioni riportate da Haaretz, basate sui dati della protezione civile palestinese, le operazioni di soccorso sono fortemente ostacolate dalla mancanza di mezzi adeguati. Le squadre sul terreno riferiscono di ricevere continuamente segnalazioni da familiari che conoscono l’esatta posizione dei corpi, ma non dispongono degli strumenti necessari per recuperarli.

In alcune aree particolarmente colpite, come i quartieri di Shujaiyeh e Tuffah a Gaza City, nel nord della Striscia, i tentativi di recupero risultano sospesi sia per l’entità delle distruzioni sia per il rischio di nuovi attacchi.

La combinazione tra carenze operative, condizioni di sicurezza instabili e devastazione diffusa continua a rendere estremamente complessa ogni prospettiva di intervento rapido, mentre la crisi umanitaria si aggrava giorno dopo giorno.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *