Teheran – La situazione in Medio Oriente registra una nuova escalation militare in un contesto già segnato dall’assenza di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Secondo le informazioni disponibili, l’IDF ha ampliato le operazioni terrestri nel sud del Libano oltre la cosiddetta “linea gialla” della tregua, colpendo infrastrutture riconducibili a Hezbollah e ingaggiando scontri a fuoco con miliziani sciiti sostenuti da Teheran. Le autorità di Beirut riferiscono di 31 morti e decine di feriti nelle ultime 24 ore.
Parallelamente, continuano le operazioni militari nella Striscia di Gaza, dove sarebbe stato eliminato il comandante dell’ala militare di Hamas.
Sul fronte iraniano, nella notte tra lunedì e martedì, forze statunitensi hanno condotto attacchi “in autodifesa” contro un sito di lancio missilistico nel sud dell’Iran e contro unità dei Pasdaran impegnate, secondo Washington, nel posizionamento di mine nello stretto di Hormuz.
Teheran ha risposto dichiarando che reagirà a qualsiasi ulteriore aggressione. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno comunicato agli alleati NATO un piano di “drastici tagli” a diversi sistemi militari, dai caccia ai sottomarini.
Sul piano diplomatico, si registra un ulteriore appello del Papa al rispetto dei diritti umani di tutte le parti coinvolte, mentre proseguono le iniziative civili legate alla Flotilla.







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