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Tensioni Usa–Iran: Trump smentisce accordi, “potremmo tornare e finire il lavoro”

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Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che “non esiste alcun accordo con l’Iran” e che gli Stati Uniti potrebbero “tornare e finire il lavoro”, smentendo le indiscrezioni circolate su una possibile intesa diplomatica con Teheran.

Secondo la Casa Bianca, la bozza di accordo diffusa da alcuni media iraniani sarebbe “una totale invenzione” e non rifletterebbe alcuna posizione ufficiale di Washington.

Il nodo Iran e lo Stretto di Hormuz

Al centro delle tensioni resta la situazione nel Golfo Persico e in particolare lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale.

Secondo le ricostruzioni circolate nei media regionali, mai confermate ufficialmente, si sarebbe discusso di un possibile allentamento del blocco navale ai porti iraniani in cambio della ripresa del traffico commerciale. Washington ha però negato l’esistenza di un’intesa in tal senso.

Iran: “Pronti a rispondere a un nuovo attacco”

Sul fronte iraniano, le Guardie Rivoluzionarie Iraniane hanno dichiarato che una nuova guerra con gli Stati Uniti sarebbe “poco probabile” nel contesto dei negoziati diplomatici in corso, pur ribadendo di essere “pronte a reagire” in caso di attacco.

Nel frattempo, fonti militari statunitensi riferiscono di operazioni “difensive” contro siti di lancio missilistico nel sud dell’Iran e contro unità navali iraniane accusate di tentativi di posizionamento di mine nello Stretto di Hormuz.

Fronte Israele–Libano: escalation militare

Parallelamente, si registra un’ulteriore intensificazione del conflitto tra Israele e milizie sciite nel Libano meridionale.

Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno ampliato le operazioni terrestri oltre la cosiddetta “linea gialla” della tregua armata, colpendo – secondo fonti militari – oltre 150 obiettivi riconducibili a Hezbollah nelle aree di Tiro, Nabatieh e nella valle della Beqaa.

Le operazioni seguono una serie di attacchi con droni lanciati verso il nord di Israele, in un quadro di crescente instabilità regionale che coinvolge simultaneamente più fronti del Medio Oriente.

Scenario in evoluzione

La situazione resta estremamente fluida, con tensioni militari che si intrecciano a tentativi diplomatici ancora incerti. Le prossime mosse di Washington, Teheran e Tel Aviv saranno decisive per comprendere se si andrà verso un’ulteriore escalation o verso una fase di contenimento del conflitto.

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