Tiro, Libano – Almeno otto persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano che ha colpito una zona residenziale della città di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce la Protezione Civile libanese citata da Al Jazeera Arabic, precisando che l’attacco è avvenuto poco dopo l’emissione, da parte dell’esercito israeliano, di ordini di evacuazione per l’area.
Secondo quanto riportato, gli operatori della protezione civile stanno evacuando anziani e persone fragili mentre la popolazione lascia la città in fuga. L’Agenzia nazionale di stampa libanese descrive una situazione in rapido deterioramento sul terreno.
Sul fronte diplomatico, dagli Stati Uniti arrivano segnali di una possibile accelerazione nei negoziati con l’Iran. Il presidente americano ha dichiarato che la diplomazia Usa si troverebbe nelle “fasi finali” di un accordo volto a ridurre le tensioni nel Golfo, parlando di un possibile risultato “entro 2-3 giorni” e definendo l’intesa “un ottimo accordo”.
In parallelo, il rappresentante iraniano all’Onu, Amir Saeid Iravani, ha riferito all’agenzia IRNA che sono in corso scambi per la definizione di un Memorandum d’intesa, con il coinvolgimento del Pakistan come canale di mediazione. L’obiettivo, secondo Teheran, sarebbe arrivare a un cessate il fuoco “globale” che includa l’intera regione, Libano compreso.
Intanto è prevista oggi una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulle sanzioni a Teheran, in un contesto internazionale sempre più teso.
Sul piano giudiziario, si registra anche una notizia relativa all’Italia: il ministro israeliano Itamar Ben Gvir risulterebbe indagato a Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla Flotilla, con ipotesi di reato che includerebbero tortura e sequestro di persona. La circostanza, al momento, non ha ulteriori conferme ufficiali pubbliche nei dettagli procedurali dell’indagine.






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