Teheran – Nella notte si è registrata una nuova escalation militare in Medio Oriente con attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran. Secondo fonti statunitensi, Washington avrebbe condotto almeno tre raid contro infrastrutture militari iraniane, colpendo sistemi di difesa aerea, radar e installazioni costiere.
Le operazioni sarebbero scattate in seguito all’abbattimento di un elicottero americano nei pressi dello Stretto di Hormuz, area strategica per il traffico energetico globale. Gli obiettivi dei raid includerebbero basi navali, sistemi radar e postazioni di artiglieria iraniane, secondo quanto riferito da ambienti vicini all’amministrazione USA.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. L’Iran ha infatti lanciato droni contro una base statunitense in Bahrein, segnando un ulteriore salto di intensità nello scontro. Il Comando centrale iraniano Khatam al-Anbiya ha diffuso un comunicato dal tono particolarmente duro, avvertendo che ulteriori attacchi americani potrebbero portare a “azioni più gravi e diffuse contro obiettivi designati nella regione”.
Mentre cresce la tensione tra Washington e Teheran, il quadro regionale resta estremamente instabile. Israele continua le operazioni militari nel sud del Libano, nonostante le minacce provenienti dall’Iran, alimentando il rischio di un allargamento del conflitto su più fronti.
Sul piano diplomatico, la Cina ha espresso forte preoccupazione per l’evoluzione della crisi. Pechino ha invitato tutte le parti alla moderazione, chiedendo di evitare un’ulteriore escalation. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha sottolineato la necessità di “mantenere la calma, smettere di intensificare il conflitto e adottare misure concrete per allentare le tensioni”.
Il quadro complessivo descrive una situazione in rapido deterioramento, con attacchi e controattacchi che coinvolgono attori regionali e potenze globali, e con il rischio crescente di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.







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