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Trump su Truth: la firma dell’accordo con l’Iran “è prevista per domani e, subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarà APERTO A TUTTI”

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(Shutterstock) Teheran – Le dichiarazioni incrociate tra Washington, Teheran e Islamabad delineano uno scenario ancora fluido attorno a un possibile memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, mentre sullo sfondo restano tensioni militari nello Stretto di Hormuz e versioni contrastanti sui tempi e sui contenuti dell’intesa.

Secondo quanto pubblicato dall’ex presidente statunitense Donald Trump sul suo social Truth Social, la firma dell’accordo con l’Iran sarebbe “prevista per domani”, con l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale internazionale.

La smentita di Teheran: “Nessuna data fissata”

Di tutt’altro tenore la posizione ufficiale iraniana. Il portavoce del ministero degli Esteri, Ismail Baghaei, ha chiarito che il memorandum d’intesa “non sarà firmato domani” e che, allo stato attuale, non affronta la questione nucleare.

Baghaei ha inoltre precisato che non esiste ancora una data per la firma, pur lasciando aperta la possibilità che un’intesa possa concretizzarsi “nei prossimi giorni”, pur senza alcuna certezza formale.

Il ruolo del Pakistan e i negoziati indiretti

Nel quadro diplomatico si inserisce anche il messaggio del premier pakistano Shehbaz Sharif, che su X ha parlato di un accordo di pace “più vicino che mai”, con una possibile finalizzazione nelle prossime 24 ore e una successiva firma elettronica, seguita da colloqui tecnici.

Secondo una fonte citata da Al Arabiya, il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran sarebbe firmato a distanza, mentre gli incontri previsti a Ginevra sarebbero stati rinviati a data da destinarsi.

Tensioni nello Stretto di Hormuz

Sul terreno resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz. Il Comando centrale militare statunitense CENTCOM ha riferito che l’Iran avrebbe lanciato diversi droni d’attacco contro navi commerciali in transito. Secondo la stessa fonte, tutti i droni sarebbero stati abbattuti dalle forze statunitensi, con il traffico marittimo che prosegue regolarmente.

In parallelo, l’agenzia per le operazioni marittime britanniche UKMTO ha segnalato che una petroliera è stata colpita da un “proiettile non identificato” proprio nello Stretto, a circa nove chilometri dalla costa dell’Oman.

Nucleare iraniano e operazioni segrete

Sul fronte nucleare, fonti riportate da CNN indicano che l’Iran avrebbe intensificato le operazioni per “sigillare” alcuni depositi di uranio, anche attraverso il crollo controllato di tunnel e la minatura degli ingressi, rendendo più complesso l’accesso a circa mezza tonnellata di uranio altamente arricchito.

Secondo le stesse ricostruzioni, gli Stati Uniti starebbero valutando un’azione terrestre per il recupero del materiale, ipotesi sulla quale però Trump avrebbe espresso cautela.

Un quadro ancora incerto

Tra dichiarazioni politiche, smentite ufficiali e incidenti nello Stretto di Hormuz, il quadro complessivo resta altamente instabile. La distanza tra annunci e conferme istituzionali suggerisce che, al momento, più che un accordo definito, si sia ancora nella fase di intensa negoziazione diplomatica e militare.

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