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Vertice NATO ad Ankara: Europa, difesa e tensioni tra Trump e Meloni sullo sfondo

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Ankara – Inizia domani ad Ankara il vertice della NATO, in programma il 7 e 8 luglio, con la partecipazione dei 32 capi di Stato e di governo alleati. Il summit arriva in un contesto politico delicato, segnato da nuove tensioni tra il presidente americano Donald Trump e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

Alla vigilia, infatti, Trump è tornato ad attaccare la premier con un post sulla piattaforma Truth Social, pubblicando un meme in cui Meloni appare con la didascalia “serve un ordine restrittivo”, in un’ulteriore escalation del confronto politico già emerso nelle scorse settimane.


Il cuore del summit: difesa europea e ruolo degli Stati Uniti

Il vertice si concentra sul rafforzamento dell’Alleanza, con l’obiettivo dichiarato di “un’Europa più forte in una NATO più forte”. I Paesi europei intendono mostrare progressi concreti verso l’aumento della spesa militare fino al 5% del PIL, tema centrale nei rapporti con Washington.

Dietro le quinte, però, resta la preoccupazione per un possibile cambio di postura degli Stati Uniti, con timori legati a prese di posizione imprevedibili di Trump che potrebbero segnare una fase più incerta nei rapporti transatlantici.


Il programma: industria bellica e diplomazia ristretta

La vigilia del vertice sarà dedicata anche a un forum dell’industria della difesa transatlantica, con la previsione di nuovi accordi e contratti miliardari tra alleati.

A seguire è prevista la cena al palazzo presidenziale del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, con la partecipazione dei leader alleati e di ospiti internazionali. Le riunioni dei ministri degli Esteri e della Difesa coinvolgeranno anche partner del Golfo e Paesi asiatici come Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

Il giorno successivo si terrà la sessione principale del Consiglio Atlantico, ridotta a poche ore per limitare il rischio di frizioni politiche tra i leader.


Nuovi equilibri: verso una “nuova NATO”

Secondo le attese, il vertice potrebbe delineare una trasformazione degli equilibri interni dell’Alleanza. In uno scenario di possibile maggiore autonomia europea, la Germania punta a un ruolo guida, con l’obiettivo di portare la spesa militare al 3,5% entro il 2029.

Accanto a Berlino, anche la Polonia si conferma attore crescente nella sicurezza europea, mentre Francia e Regno Unito mantengono un ruolo centrale nel cosiddetto “direttorio” delle potenze europee. L’Italia potrebbe inserirsi nel formato E5, insieme a Germania, Francia, Regno Unito e Polonia, come parte del nuovo equilibrio decisionale.


Il nodo Ucraina e il possibile incontro Trump-Zelensky

Sul fronte ucraino, il vertice sarà segnato anche dall’incontro previsto tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Il bilaterale dovrebbe concentrarsi sulle prospettive di una possibile fine del conflitto in Ucraina, iniziato con l’invasione russa del 2022.

Secondo fonti statunitensi, Trump potrebbe successivamente avere un contatto diretto con il presidente russo Vladimir Putin, nell’ambito di un tentativo diplomatico più ampio di mediazione.


Un vertice ad alta tensione

Tra ridefinizione degli equilibri interni, pressione sulla spesa militare e incognite politiche legate alla leadership americana, il vertice di Ankara si apre come uno dei più complessi degli ultimi anni per l’Alleanza Atlantica.

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