Nuova escalation della crisi tra Stati Uniti e Iran. Il Comando Centrale statunitense (Centcom) ha annunciato di aver concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani.
Secondo quanto riferito dal Centcom, i raid hanno colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali.
La risposta di Teheran
La reazione iraniana non si è fatta attendere. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha dichiarato che, in seguito agli attacchi americani, Teheran ha sospeso gli impegni previsti dal memorandum d’intesa firmato a Islamabad tra Iran e Stati Uniti.
Nelle stesse ore, le forze armate iraniane hanno annunciato di aver lanciato un attacco con droni contro basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait.
Secondo il comunicato diffuso da Teheran, in Bahrein sarebbero stati colpiti l’area di stazionamento dei velivoli militari americani, il deposito di carburante della base di Sheikh Isa e alcune infrastrutture dell’installazione.
I Pasdaran: “Uccisi soldati americani”
I Guardiani della Rivoluzione iraniana (Pasdaran) hanno inoltre rivendicato di aver ucciso militari statunitensi nell’attacco con droni contro la base americana di Arifjan, in Kuwait.
Al momento non risultano conferme indipendenti da parte delle autorità statunitensi sulle presunte vittime annunciate da Teheran.
Petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz
Nel frattempo, l’agenzia iraniana Tasnim ha riferito che due petroliere avrebbero preso fuoco dopo alcune esplosioni mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz.
La notizia è stata però smentita dal Centcom, che attraverso un messaggio pubblicato su X ha definito la ricostruzione “falsa”.
La situazione nell’area resta estremamente tesa, mentre continuano le operazioni militari e il confronto tra Washington e Teheran.






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