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Canada, maxi emergenza incendi: il fumo invade gli Stati Uniti e scatta l’allerta per l’aria

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È emergenza incendi tra il Canada sud-orientale, l’Ontario e l’area dei Grandi Laghi, con effetti sempre più evidenti anche negli Stati Uniti. Una vasta nube di fumo proveniente dai roghi canadesi ha attraversato il confine, raggiungendo numerose città americane e spingendo le autorità a emettere allerte sulla qualità dell’aria, classificata in diverse aree come “molto insalubre”.

Sono oltre 800 gli incendi attivi registrati tra il Canada e le zone vicine al confine statunitense, con circa una ventina di nuovi focolai sviluppatisi nelle ultime ore. A complicare il quadro è una forte cupola di calore che mantiene l’atmosfera stabile e poco ventilata, favorendo il ristagno degli inquinanti negli strati più bassi dell’aria.

Trump attacca il Canada

Sulla situazione è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha criticato la gestione delle foreste canadesi, attribuendo a Ottawa parte della responsabilità per l’emergenza.

«Riteniamo il Canada responsabile della mancata manutenzione delle sue foreste – ha dichiarato Trump –. Ciò sta causando un’invasione ingiustificata degli Stati Uniti da parte di aria sporca, inquinata e insalubre».

Le autorità canadesi e statunitensi continuano intanto a monitorare l’evoluzione dei roghi, mentre le condizioni climatiche restano il principale fattore in grado di determinare un miglioramento o un peggioramento della situazione.

Cieli oscurati nelle grandi città americane

La nube di fumo ha trasformato il paesaggio di diverse aree degli Stati Uniti. Dal Midwest, con città come Detroit e Chicago, fino alla costa orientale, la foschia ha raggiunto zone come Baltimora e New York. Anche il celebre ponte di Brooklyn è apparso avvolto dalla coltre grigia.

Secondo gli indici internazionali sulla qualità dell’aria, in alcune metropoli nordamericane i livelli di contaminazione hanno superato quelli normalmente registrati in città spesso ai vertici delle classifiche per inquinamento atmosferico, come Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, e Nairobi, in Kenya.

Allerta per le fasce più vulnerabili

Le autorità statunitensi hanno invitato i cittadini alla prudenza, in particolare anziani, bambini e persone con problemi respiratori, consigliando di limitare le attività all’aperto nelle aree più colpite.

Gli esperti precisano tuttavia che l’attuale situazione non ha ancora raggiunto la gravità dell’estate 2023, quando gli incendi canadesi, alimentati da caldo estremo e siccità, distrussero circa 18 milioni di ettari di territorio e la nube di fumo arrivò fino all’Europa, interessando anche la penisola iberica.

Il monitoraggio resta costante: nelle prossime ore saranno decisive le condizioni meteorologiche, soprattutto temperatura, vento e possibilità di precipitazioni, per capire l’evoluzione di un’emergenza che continua a interessare un’ampia porzione del Nord America.

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