Londra – Giornata decisiva per la politica britannica. Oggi Andrew Burnham è chiamato a formare il nuovo governo e ad assumere l’incarico di primo ministro, aprendo una nuova fase per il Regno Unito dopo la leadership di Keir Starmer.
Alle 11 ora di Londra (le 12 in Italia), Starmer terrà il suo ultimo discorso da premier e successivamente si recherà a Buckingham Palace per rassegnare le dimissioni davanti a re Carlo III. Il sovrano convocherà quindi Burnham per affidargli l’incarico di formare il nuovo esecutivo.
Secondo il protocollo istituzionale, dopo l’incontro con il Re, il nuovo premier si trasferirà a Downing Street, dove terrà il primo discorso alla nazione prima di varcare la celebre porta nera del numero 10.
Il piano decennale per il Regno Unito
Alla vigilia della nomina, Burnham, 56 anni, ha anticipato al Times la volontà di presentare un “piano decennale per la Gran Bretagna”. Il nuovo leader laburista ha però precisato che questo non significa necessariamente una permanenza decennale alla guida del governo, ma la necessità di indicare una direzione di lungo periodo per affrontare le sfide economiche e sociali del Paese.
“Il cambiamento economico che serve al Paese non può essere fatto da un giorno all’altro”, avrebbe spiegato Burnham, sottolineando l’esigenza di costruire un percorso graduale con obiettivi chiari.
Un Labour più vicino ai cittadini
L’ex sindaco di Manchester, soprannominato il “re del Nord”, ha annunciato l’intenzione di riportare il Labour “fra la gente”, con un’immediata presenza sul territorio e un confronto diretto con cittadini, lavoratori e comunità locali.
Burnham punta a rilanciare alcuni temi del programma elettorale con cui il Labour aveva vinto le elezioni del 2024, ma con un approccio definito da lui stesso “più audace e ambizioso” rispetto alla linea seguita da Starmer durante il suo mandato.
Tra le priorità indicate figurano il rilancio economico, il rafforzamento dei servizi pubblici e una maggiore attenzione alle condizioni di vita dei britannici.
Rapporti con imprese e sindacati
Pur rivendicando il sostegno ricevuto dai sindacati e dalle componenti socialiste del partito, Burnham ha chiarito di voler mantenere un rapporto positivo anche con il settore privato, definendosi “amico del business”.
Sul fronte interno al Labour, il nuovo premier ha assicurato spazio a tutte le correnti del partito nel governo, compresa l’area più moderata della sinistra laburista da lui rappresentata.
La sua nomina segna così l’inizio di una nuova fase politica per il Regno Unito, con Burnham chiamato a trasformare le promesse di cambiamento in un programma concreto per il futuro del Paese.






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