KATHMANDU – Sale ancora il drammatico bilancio delle devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dalla polizia nepalese sui propri canali social, le vittime hanno superato quota 600, mentre sono oltre 2.300 i feriti. Il numero dei dispersi è salito a quasi 3.000.
Proseguono intanto le operazioni di soccorso nelle aree maggiormente colpite dalle piene dei fiumi e dalle frane. L’esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, investito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi.
Le squadre di emergenza sono ancora impegnate per raggiungere oltre 100 persone che risultano bloccate all’interno della struttura. Le operazioni sono rese particolarmente difficili dai danni provocati dall’acqua e dal fango e dalle condizioni proibitive in cui si trovano a lavorare i soccorritori.
La testimonianza dell’italiana sopravvissuta
Tra le persone che hanno vissuto direttamente la tragedia c’è Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all’alluvione. Raccontando all’ANSA quei momenti drammatici, ha descritto l’arrivo improvviso della piena: «Un boato immenso e una nube marrone verso noi».
La donna ha raccontato di essere fuggita verso le montagne, cercando di raggiungere il punto più alto possibile per mettersi in salvo. «Mi sono arrampicata più in alto che potevo. Senza l’aiuto dei nepalesi non sarei qui», ha spiegato, ricordando il sostegno ricevuto dalla popolazione locale durante l’emergenza.
Il rientro dei due bresciani
Dopo due giorni segnati da paura, tensione e un’odissea sulle strade del Nepal devastate dalle alluvioni, Giovanni Fassini e Marco Lombardi rientrano oggi in Italia.
I due bresciani, rispettivamente commercialista di 42 anni e pasticcere di 26, sono riusciti a raggiungere Kathmandu dopo essere rimasti bloccati durante l’emergenza. Oggi, 29 agosto, sono pronti a prendere il volo per tornare in Italia.
Nel frattempo, nelle aree maggiormente devastate, proseguono le ricerche dei dispersi e le operazioni di assistenza alla popolazione. E con migliaia di persone ancora irreperibili, il bilancio della catastrofe resta provvisorio e destinato a poter aumentare ulteriormente.






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