(Shutterstock) Droni russi hanno colpito ieri la locomotiva di un treno diretto da Kiev a Varsavia, con 206 passeggeri a bordo, a circa due chilometri dalla frontiera con la Polonia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’episodio un «attacco deliberato».
Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che le forze russe «stanno svolgendo i loro compiti in tutto il territorio dell’Ucraina, continuano e continueranno a farlo».
L’attacco ha suscitato la reazione della Nato. Il segretario generale Mark Rutte ha affermato che il raid contro un treno passeggeri «dimostra quanto Putin sia diventato disperato».
Anche l’Unione europea ha espresso preoccupazione. L’alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito l’attacco vicino al confine polacco un tentativo di «spaventare i Paesi occidentali» e dissuaderli dal sostenere l’Ucraina. «Penso che dovremmo agire esattamente al contrario», ha dichiarato a Rovaniemi, in Finlandia, dove è in corso il vertice artico.
A lanciare l’allarme è stato anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz: «Nell’estremo nord dell’Europa, si può vedere quanto sia a rischio la pace in Europa. Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia».
Mosca: Modi e Xi pronti a contribuire alla soluzione
Nel frattempo, Mosca riferisce che il premier indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping si sarebbero offerti di contribuire alla ricerca di una soluzione al conflitto.
Resta inoltre aperto il confronto diretto tra Kiev e Mosca. Zelensky ha proposto un faccia a faccia con Vladimir Putin a dicembre, in occasione del G20 di Miami. Dal Cremlino è arrivata la replica: «Se vuole venga a Mosca».
La Russia, intanto, non esclude la possibilità di colloqui trilaterali sull’Ucraina nel mese di ottobre.






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