I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno affermato nella notte di aver colpito depositi di armi e centri di comando e controllo all’interno di una base militare nella regione di Sharurah, in Arabia Saudita. Secondo quanto dichiarato dal gruppo, l’attacco sarebbe stato condotto utilizzando missili balistici e droni.
Nella notte precedente era stato inoltre colpito l’oleodotto Est-Ovest, una delle infrastrutture energetiche strategiche dell’Arabia Saudita, con una capacità di trasporto di circa 7 milioni di barili di petrolio al giorno.
L’escalation arriva mentre resta alta la tensione nell’area. Dopo i raid degli Houthi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che «gli Houthi ci hanno chiesto di non attaccarli».
Una dichiarazione che il gruppo yemenita ha respinto attraverso X, definendola «falsa e infondata».
Gli attacchi alimentano così ulteriormente le tensioni regionali e riportano sotto i riflettori la sicurezza delle infrastrutture energetiche saudite, in un contesto già segnato dalle crescenti tensioni tra Iran, Stati Uniti e i loro alleati nell’area.





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