Gerusalemme – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu starebbe spingendo per la ripresa di attacchi su larga scala contro l’Iran. All’inizio di ottobre, secondo le informazioni riportate, avrebbe incaricato le forze armate israeliane di pianificare una nuova offensiva di vasta portata, in un contesto regionale segnato da forti tensioni.
Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha sottolineato le difficoltà nel raggiungere un accordo di pace con Teheran. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, Washington intende mantenere la pressione economica sull’Iran finché il Paese non interromperà gli attacchi contro le navi mercantili nello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che lo stretto resterà chiuso finché gli Stati Uniti non accetteranno le condizioni poste da Teheran. Intanto, i colloqui indiretti tra le parti proseguirebbero attraverso la mediazione di Pakistan e Qatar.
Le tensioni si estendono alla regione
Sul fronte militare, il Regno Unito ha annunciato l’invio di caccia Typhoon in Arabia Saudita con l’obiettivo di contribuire alla protezione di città e infrastrutture dagli attacchi degli Houthi.
In Yemen, intanto, sarebbe salito a oltre 70 morti il bilancio di un’operazione degli Houthi contro le forze governative. Nella Striscia di Gaza, invece, si registrerebbero cinque vittime a seguito di raid israeliani.
Parallelamente, si rafforzano i rapporti tra Teheran e Mosca. Dopo un incontro nella capitale iraniana con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, Araghchi ha affermato che la cooperazione tra Iran e Russia ha raggiunto livelli senza precedenti.
Il quadro resta caratterizzato da una crescente instabilità, con il rischio di una nuova escalation militare e le difficoltà nel raggiungimento di un’intesa diplomatica tra Washington e Teheran.






Leave a Reply