STATI UNITI – Si avvicina l’appuntamento con le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in programma martedì 3 novembre. Alla vigilia del voto, i democratici allungano il vantaggio sui repubblicani, mentre il presidente Usa Donald Trump intensifica gli ultimi appuntamenti della campagna elettorale per mobilitare l’elettorato conservatore e difendere la maggioranza al Congresso.
Secondo i sondaggi citati nelle rilevazioni della vigilia, il 52% degli elettori vorrebbe i democratici alla guida del Congresso, contro il 45% che preferirebbe i repubblicani. Un margine di sette punti che alimenta le preoccupazioni nel Partito repubblicano. Trump ha già avvertito che, in caso di vittoria democratica, diventerebbe «Mr Veto», lasciando intendere che non accetterebbe passivamente una nuova fase di confronto con un Congresso controllato dagli avversari.
Il presidente ha trascorso le ultime ore tra Iowa e Kansas, partecipando a comizi per sostenere i candidati repubblicani. Domenica è intervenuto a Salina, in Kansas, per appoggiare il senatore Roger Marshall, impegnato in una campagna elettorale più combattuta del previsto. Secondo indiscrezioni, Trump potrebbe concludere la campagna a Washington, alla Reflecting Pool del Lincoln Memorial.
Trump in Kansas: «Questo è il mio trentesimo comizio»
«Questo è il mio trentesimo comizio», ha dichiarato Trump davanti ai sostenitori in Kansas. «Avrei potuto starmene a casa a guardare la televisione o qualche sciocchezza. Preferisco essere qui con voi. Mi sono divertito».
Il presidente ha anche scherzato sulla fatica accumulata durante la campagna: «Quando Dio ha creato le corde vocali, non le ha pensate per sostenere 30 comizi in un lasso di tempo così breve, perché per fare un comizio non puoi limitarti a parlare: devi gridare».
L’obiettivo della visita era sostenere Roger Marshall, impegnato a difendere il proprio seggio al Senato. «Dovevo venire qui per assicurarmi che Roger venisse eletto. Non volevo correre rischi», ha detto Trump. Sul palco anche il segretario di Stato Marco Rubio, che ha elogiato la leadership del presidente: «Nessun presidente, da quando sono nato, ha saputo fare meglio di quello che abbiamo oggi».
Il ricorso sui 20mila voti in California
Intanto, come riferisce Bloomberg, il Dipartimento di Giustizia ha chiesto alla Corte Suprema di intervenire nella controversia relativa a circa 20mila voti in California. Il ricorso segue la decisione di una corte d’appello federale che aveva respinto la richiesta dell’amministrazione Trump di imporre allo Stato di accantonare le schede, sulla base del sospetto che fossero state inviate anche a persone non cittadine statunitensi.
I timori degli alleati europei sulla Nato
Secondo Politico, tra i Paesi alleati degli Stati Uniti cresce la preoccupazione per le possibili conseguenze di una sconfitta repubblicana. Il timore è che Trump, in caso di perdita del controllo del Congresso, possa concentrare maggiormente la propria azione sulla politica estera, ambito nel quale dispone di ampi margini di intervento come comandante in capo delle forze armate.
Tra gli scenari temuti figurano un possibile ritiro di migliaia di militari statunitensi dall’Europa e una riduzione dei finanziamenti destinati alla presenza americana nel continente.
La Casa Bianca prepara un piano in caso di vittoria democratica
La Casa Bianca starebbe già lavorando a una strategia per portare avanti l’agenda presidenziale anche nell’eventualità di una vittoria democratica al Congresso. Secondo quanto riportato da Reuters, lo staff di Trump starebbe valutando il ricorso ai poteri esecutivi, attraverso ordini e decreti, per proseguire l’attuazione delle priorità dell’amministrazione senza dover ottenere ogni volta il via libera di Camera e Senato.
I legali della Casa Bianca starebbero inoltre esaminando i limiti entro i quali il presidente potrebbe spingersi con le proprie iniziative e le possibili difese in sede giudiziaria. L’amministrazione si prepara anche alle eventuali indagini parlamentari che potrebbero essere avviate dai democratici in caso di conquista della maggioranza.
Le elezioni del 3 novembre si annunciano dunque come un passaggio decisivo per il futuro della presidenza Trump e per gli equilibri politici negli Stati Uniti.






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