Trump vince alla Corte Suprema: stop temporaneo allo ius soli e limitazione del potere giudiziario

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Washington, 27 giugno 2025 – Donald Trump incassa una vittoria decisiva nella sua lunga battaglia con il potere giudiziario: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha temporaneamente autorizzato l’ordine esecutivo con cui il presidente ha sospeso lo ius soli, bloccando di fatto l’acquisizione automatica della cittadinanza americana per i nati sul suolo statunitense.

La sentenza, destinata a far discutere ben oltre i confini degli Stati Uniti, non entra ancora nel merito della legittimità dello ius soli (la discussione è rimandata a ottobre), ma introduce un precedente di enorme portata costituzionale: i giudici federali di grado inferiore non potranno più sospendere le decisioni del presidente, limitando di fatto la portata del controllo giudiziario sull’esecutivo.

Trump esulta: “Vittoria monumentale per la Costituzione”

Hanno salvato la divisione dei poteri. È una sentenza storica, una vittoria monumentale per la Costituzione“, ha dichiarato un visibilmente soddisfatto Donald Trump durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. Il presidente ha poi definito il diritto di cittadinanza per nascita “una legge pensata per i figli degli schiavi, non per i turisti o le milioni di persone che vengono negli Stati Uniti solo per partorire”.

La sentenza: i tribunali non sono supervisori dell’esecutivo

Il pronunciamento della Corte Suprema, lungo 119 pagine, porta la firma della maggioranza conservatrice (6 a favore, 3 contrari). La giudice Amy Coney Barrett, nominata dallo stesso Trump, ha sottolineato nella motivazione:

I tribunali federali non esercitano una supervisione generale sul potere esecutivo. Risolvono casi e controversie in base ai poteri che il Congresso ha loro attribuito.

La decisione impone quindi un freno all’uso dell’ingiunzione universale, lo strumento con cui in passato diversi tribunali avevano bloccato ordini presidenziali su immigrazione, clima, sanità.

Bondi: “I giudici non possono più prendersi il potere”

Il Procuratore Generale Pam Bondi ha duramente attaccato parte della magistratura:

Non potranno più prendersi il potere, come hanno cercato di fare sin dall’elezione del presidente.

Per l’amministrazione Trump, questa sentenza segna un riequilibrio tra poteri costituzionali, restituendo margine d’azione all’esecutivo.

Le voci critiche: “La Corte abdica al suo ruolo”

Dura invece la reazione della minoranza liberal in Corte. La giudice Sonia Sotomayor, firmataria dell’opinione dissenziente, ha dichiarato:

Lo stato di diritto non è scontato. È un principio fragile, che sopravvive solo grazie al coraggio di chi lo difende. Oggi, la Corte abdica al suo ruolo vitale.

Uno scenario politico e costituzionale infuocato

La decisione della Corte Suprema non sancisce definitivamente la fine dello ius soli, ma apre una fase giuridica e politica senza precedenti. L’udienza di ottobre sarà cruciale per decidere se la cittadinanza per nascita, principio cardine del XIV emendamento, potrà essere reinterpretata o rimossa con un ordine esecutivo.

Nel frattempo, il provvedimento rimane temporaneamente in vigore, rafforzando la linea dura dell’amministrazione Trump in vista delle elezioni presidenziali del 2026.

Lo scontro tra poteri è solo all’inizio.

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