Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che sottomarini nucleari americani “sono nella regione”, rafforzando l’annuncio fatto due giorni prima sul posizionamento strategico vicino ai confini russi. Una mossa che ha suscitato la reazione immediata del Cremlino, che ha invitato alla “massima cautela” e al rispetto degli equilibri internazionali già fortemente compromessi.
Nel frattempo, la guerra in Ucraina non conosce tregua. Nelle prime ore di oggi, l’esercito russo ha colpito la regione ucraina di Khmelnytskyi, nell’ovest del Paese, utilizzando missili ipersonici Kinzhal. Lo ha reso noto il capo dell’Amministrazione militare regionale, Sergiy Tyurin, precisando che al momento non si segnalano vittime o feriti.
Diverso il bilancio nella regione di Zaporizhzhia, a sud-est dell’Ucraina, dove un attacco aereo russo ha provocato la morte di due civili. A riferirlo è Ivan Fedorov, governatore regionale, secondo cui le vittime – una donna di 65 anni e un uomo di 62 – si trovavano nella comunità di Hulyaipil, bersaglio del raid.
Stamattina, l’Ucraina aveva lanciato l’allarme aereo su tutto il territorio nazionale dopo il decollo dalla Russia di un caccia MiG-31K, segnalato dall’Aeronautica Militare ucraina. L’allarme è stato successivamente revocato, ma la tensione resta alta anche a causa del persistente conflitto con droni tra Mosca e Kiev, che prosegue giorno e notte.
Sul fronte diplomatico, Trump ha confermato l’intenzione di inasprire le sanzioni contro la Russia se il presidente Vladimir Putin non farà un passo indietro. Ha inoltre annunciato l’invio a Mosca, entro la settimana, dell’inviato speciale Witkoff per discutere possibili sviluppi diplomatici della crisi.







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