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Alta tensione Usa-Venezuela, il Pentagono conferma: “Uccisi tre narcotrafficanti”

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La situazione tra Stati Uniti e Venezuela continua a destare preoccupazione internazionale. Nelle scorse ore, il Pentagono ha annunciato il più grande dispiegamento navale nella regione dai tempi della crisi dei missili di Cuba nel 1962. La portaerei USS Gerald Ford, la più grande della Marina americana, sarà affiancata da altre tre navi da guerra, con un totale di circa 4.000 militari a bordo.

L’operazione include incrociatori e cacciatorpedinieri armati di missili Tomahawk, un sottomarino nucleare, bombardieri B‑1 e B‑52, elicotteri delle forze speciali, oltre al traghetto MV Ocean Trader, base galleggiante per 159 incursori addestrati a operazioni in Sud America. Una task force dei Marines, con 2.200 fanti e veicoli d’assalto, sarà pronta ad intervenire, mentre da Porto Rico decolleranno F‑35 e droni Reaper.

Secondo le autorità statunitensi, l’azione mira al contrasto del narcotraffico: il Pentagono ha infatti comunicato di aver eliminato tre narcotrafficanti nel corso di un attacco aereo contro una nave sospettata di traffico di droga nei Caraibi, in acque internazionali.

La posizione della Russia

La Russia monitora attentamente la situazione. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato alla Tass che Mosca è interessata a garantire che i rapporti tra Stati Uniti e Venezuela rimangano pacifici. La notizia arriva sullo sfondo di presunte richieste del presidente venezuelano Nicolás Maduro a Vladimir Putin per la fornitura di missili, radar e aerei, in risposta alle pressioni militari statunitensi. Peskov ha sottolineato: “Il mondo è già pieno di conflitti, non ne abbiamo bisogno di nuovi”.

Oltre il narcotraffico?

Nonostante l’obiettivo ufficiale dichiarato dagli Usa sia la lotta al traffico di droga, la portata del dispiegamento militare e la quantità di armamenti lascia ipotizzare scenari più ampi. La presenza di bombardieri strategici, droni, incursori e Marines suggerisce che l’operazione potrebbe avere implicazioni che vanno oltre il contrasto ai cartelli della droga, suscitando preoccupazioni tra gli analisti internazionali.

La situazione rimane in evoluzione, con il mondo che osserva con attenzione la presenza di una forza militare senza precedenti nella regione caraibica.

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