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Usa verso un possibile attacco all’Iran: Trump valuta l’intervento, cresce la tensione in Medio Oriente

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Teheran – Gli Stati Uniti valutano un possibile intervento contro l’Iran mentre cresce la tensione internazionale sulla repressione delle proteste interne da parte del regime di Teheran. Il presidente Donald Trump, rispondendo ai reporter che gli chiedevano se intendesse fermare un’azione militare dopo essere stato informato di una presunta sospensione delle uccisioni di manifestanti e delle esecuzioni degli arrestati, ha dichiarato: «Osserveremo la situazione e verificheremo». «Spero che sia vero», ha aggiunto.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, dopo i duri moniti lanciati nei giorni scorsi contro gli ayatollah per la repressione violenta delle manifestazioni, Trump avrebbe maturato la decisione di intervenire. Due funzionari europei citati dall’agenzia riferiscono che un’operazione americana “potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore”. Anche un funzionario israeliano, sempre secondo Reuters, ha affermato che il presidente statunitense sembra aver deciso di agire, pur senza che siano stati ancora chiariti portata e tempistiche dell’intervento.

Diversa la valutazione del New York Times, secondo cui sarebbero necessari ancora “diversi giorni” e non sarebbe esclusa un’azione limitata, in particolare di tipo informatico. Fonti ufficiali statunitensi citate dal quotidiano ritengono infatti “più probabili” un attacco cyber o un’operazione mirata contro l’apparato di sicurezza interna iraniano, piuttosto che un intervento militare su larga scala.

Intanto Washington ha avviato l’evacuazione di parte del personale dalle basi americane in Medio Oriente, dopo le minacce di Teheran di colpire siti statunitensi in caso di rappresaglia. La Farnesina ha invitato i cittadini italiani presenti in Iran che ne abbiano la possibilità a lasciare il Paese. Trump, dal canto suo, ha incoraggiato gli iraniani a continuare a manifestare: «L’aiuto è in arrivo».

Sul terreno, però, prosegue il pugno di ferro del regime. Oltre alle migliaia di vittime e arresti segnalati, i Pasdaran continuano a diffondere il terrore con irruzioni nelle abitazioni delle famiglie delle persone uccise, accompagnate da insulti e saccheggi. In questo clima, l’Iran ha convocato l’ambasciatore italiano a Teheran, mentre alla Farnesina si è tenuta una riunione sulla sicurezza dei connazionali nel Paese.

In Italia, il Senato ha approvato una risoluzione unitaria di condanna della repressione in Iran; il Movimento 5 Stelle si è astenuto.

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