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Relazioni Russia-Italia, Putin: “Lasciano molto a desiderare ma pronti a ripartire”

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Le relazioni della Russia con i Paesi europei, Italia compresa, “lasciano molto a desiderare”, ma Mosca si dichiara “pronta a ripristinarle”. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin durante un incontro al Cremlino con gli ambasciatori europei, tra cui l’italiano Stefano Beltrame. Secondo Putin, il deterioramento dei rapporti è dovuto al sostegno occidentale all’Ucraina, ma il Cremlino sottolinea che non vi è guerra con il popolo russo.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha risposto ricordando che l’Italia ha difeso l’Ucraina pur condannando l’invasione russa, ribadendo il principio che non vi è ostilità verso la popolazione russa.

Sul fronte internazionale, l’ex presidente statunitense Donald Trump ha nuovamente criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sostenendo che sia Zelensky a rallentare un possibile accordo di pace, mentre Putin sarebbe “pronto”. Mosca ha accolto con favore questa posizione, plaudendo a Trump e ribadendo che Zelensky rappresenterebbe l’ostacolo alla pace.

Tensioni in Italia sulla risoluzione per l’Ucraina

Anche in Italia, il tema degli aiuti a Kiev continua a generare divisioni. La maggioranza ha approvato nei due rami del Parlamento la risoluzione sull’Ucraina, ma alcuni esponenti della Lega hanno preso le distanze. Alla Camera, i deputati Sasso e Ziello hanno votato contro, mentre al Senato il senatore Borghi non ha partecipato alla consultazione.

La risoluzione contiene il termine “aiuti militari” nelle premesse, ma non negli impegni concreti, suscitando critiche da parte della Lega. Ziello ha commentato: “Al di là delle acrobazie lessicali, la sostanza non è cambiata”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto in Aula, si è detto “fiero” degli aiuti forniti a Kiev e ha aggiunto: “Se potessi manderei altre armi”.

Un altro fronte di scontro riguarda la sicurezza interna. La commissione Difesa, convocata per esaminare la risoluzione proposta dalla Lega, è stata rinviata alla prossima settimana. Il Carroccio ribadisce la necessità di “non arretrare di un millimetro sui militari in strada”.

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