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Ucraina, spiragli di dialogo tra Kiev e Mosca mentre continuano gli attacchi: Trump annuncia tregua temporanea chiesta a Putin

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Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto al presidente russo Vladimir Putin di sospendere per una settimana le operazioni militari a causa del freddo invernale, ottenendo il suo consenso. L’affermazione arriva in un contesto ancora segnato da violenze sul campo: nelle ore precedenti all’annuncio, le forze russe avevano infatti lanciato attacchi con droni nel sud dell’Ucraina, causando tre vittime.

A renderlo noto era stato il governatore della regione di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, che ha parlato della morte di due donne e di un uomo, oltre al ferimento di un’altra persona. Gli attacchi notturni confermano come, nonostante i segnali di apertura diplomatica, la situazione resti estremamente tesa.

Sul piano politico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto disponibile a un incontro diretto con Vladimir Putin per affrontare due dei nodi più delicati del conflitto: la questione dei territori occupati e il futuro della centrale nucleare di Zaporizhzhia. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, sottolineando la volontà di Kiev di percorrere la via del dialogo.

Da Mosca è arrivata una risposta interlocutoria ma significativa. Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha dichiarato che, qualora Zelensky decidesse di recarsi nella capitale russa, gli sarebbero garantite sicurezza personale e condizioni di lavoro adeguate, precisando che il presidente ucraino sarebbe il benvenuto se realmente intenzionato a incontrare Putin.

Intanto, dopo il primo round di colloqui tenutosi lo scorso fine settimana ad Abu Dhabi, Ucraina e Russia hanno confermato che un nuovo incontro trilaterale con gli Stati Uniti è previsto entro la settimana. Trump ha parlato di sviluppi “molto positivi” nei rapporti tra le parti, alimentando aspettative su possibili passi avanti sul fronte diplomatico.

Sul versante europeo, però, la linea resta dura. L’Alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas, arrivando al Consiglio Affari Esteri, ha annunciato che l’Ue inserirà la Russia nella lista nera del riciclaggio di denaro, accusandola di utilizzare tali strumenti finanziari per sostenere lo sforzo bellico.

Un quadro complesso, dunque, in cui aperture diplomatiche e nuove sanzioni si intrecciano mentre sul terreno continuano a registrarsi vittime civili, a conferma di un conflitto ancora lontano da una soluzione definitiva.

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