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Ucraina, attacco russo a un autobus minerario: 15 morti e 16 feriti, mentre continuano i raid sulle infrastrutture

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KYIV – Un attacco di un drone russo contro un autobus che trasportava minatori nella regione di Dnipro ha provocato la morte di 15 persone e il ferimento di altre 16, di cui 9 in modo grave. Lo ha denunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendo l’attacco “un crimine eloquente” e confermando l’intenzione di fermare l’escalation militare.

L’attacco arriva mentre erano in programma colloqui trilaterali tra USA, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi, ora rinviati al 4-5 febbraio. Il Cremlino ha ribadito che eventuali incontri diretti tra Putin e Zelensky potranno avvenire solo a Mosca.

Oggi, nuovi raid russi hanno preso di mira infrastrutture logistiche ed energetiche ucraine, in particolare le linee ferroviarie nelle regioni di Dnipro e Zaporizhia. Zelensky ha annunciato che l’esercito ucraino è stato incaricato di rispondere agli attacchi mirati contro la logistica nazionale.

Sul fronte economico, l’Unione Europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento RepowerEu per lo stop graduale alle importazioni di gas e GNL dalla Russia, che entrerà in vigore il 3 febbraio. La tabella di marcia prevede l’inizio del divieto il 18 marzo, con l’obiettivo di eliminare completamente le importazioni russe entro l’autunno 2027.

Intanto, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha avvertito che “la situazione globale potrebbe sfuggire al controllo” e che “i rischi di una guerra mondiale sono molto elevati”, sottolineando comunque che né Russia né Cina rappresentano una minaccia per la Groenlandia.

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