,

Italia osservatore al Board of Peace: Tajani a Washington tra sostegno del governo e critiche delle opposizioni

Gdp Avatar

Roma, 17 febbraio 2026 – Saranno oggi le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera sull’Italia come Paese osservatore alla prima riunione del cosiddetto Board of Peace, organismo creato dal presidente statunitense Donald Trump. Le comunicazioni si terranno alle 13.30, mentre alle 16.45 Tajani riferirà anche in commissione Esteri al Senato.

Il governo ha deciso di essere presente al primo incontro, sostenendo che non partecipare significherebbe rinunciare a contribuire al processo di pace, in un momento in cui, secondo la premier Giorgia Meloni, si apre uno spiraglio dopo anni di stallo. A Washington rappresenterà l’Italia proprio Tajani, la cui partecipazione ufficiale sarà confermata dopo il passaggio parlamentare. Alla Camera è prevista anche la risoluzione del centrodestra, che formalizzerà il mandato politico all’esecutivo a partecipare anche a “ogni futura attività” del Board, basata sulla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2803.

Posizione del governo e contatti europei

Il tema è stato discusso anche nel vertice di maggioranza convocato ieri a Palazzo Chigi. L’ipotesi di una partecipazione della premier negli Stati Uniti è stata accantonata, ritenuta sovradimensionata per il ruolo di osservatore. Era stata valutata anche l’ipotesi di inviare un diplomatico di alto rango, ma la scelta è caduta su Tajani, che è anche vicepremier. “Vogliamo essere protagonisti ma come osservatori, come lo sarà la Commissione europea”, ha sottolineato Tajani.

Sono in corso contatti con i partner europei per definire una linea comune, anche se diverse cancellerie non hanno ancora confermato la loro partecipazione. Berlino ha annunciato l’assenza di Friedrich Merz, mentre parteciperanno Cipro, titolare della presidenza di turno dell’Ue, Giappone, altri Paesi del G7 e l’ungherese Viktor Orban. L’Ue, rappresentata dalla commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica, parteciperà “per discutere di Gaza” ma non come membro del Board e preferisce non usare il termine “osservatore”.

Critiche delle opposizioni

La partecipazione dell’Italia ha incontrato la netta contrarietà delle opposizioni. Il deputato del Pd Peppe Provenzano ha attaccato Tajani sostenendo che la Commissione europea lo smentirebbe. Pd, M5s, Avs, +Europa, Iv e Azione hanno preparato una risoluzione congiunta, invitando il governo a non partecipare in alcuna forma e a non contribuire finanziariamente, per non legittimare un organismo “non conforme ai principi fondamentali dell’articolo 11 della Costituzione e al diritto internazionale” e per non indebolire il ruolo dell’Onu.

Socialisti Ue: trasparenza e mandato poco chiaro

Anche a livello europeo il Board solleva preoccupazioni. I Socialisti al Parlamento europeo chiedono alla Commissione europea di chiarire il mandato e la portata della partecipazione alla riunione di giovedì negli Stati Uniti, giudicando l’iniziativa di Trump in contrasto con le norme internazionali consolidate e i processi guidati dall’Onu. Il gruppo guidato dalla spagnola Iratxe García Pérez sottolinea che l’Alto rappresentante Kaja Kallas ha avvertito del rischio che il Consiglio diventi “un forum unilaterale che esclude i palestinesi e ignora gli accordi internazionali”.

Il vicepresidente dei Socialisti Ue per gli Affari esteri, Yannis Maniatis, ha ribadito che “la Commissione europea deve spiegare chiaramente la sua posizione, perché ci sono serie preoccupazioni sulla trasparenza, sul mandato e sui rischi di partecipare a iniziative fuori dal quadro delle Nazioni Unite”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *