(Brian Jason/ Shutterstock) L’Europa si trova nuovamente alle prese con il caos dei dazi americani. Sebbene la recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sembri non aver avuto impatto immediato sulle tariffe imposte da Washington, potrebbe influenzare la postura dell’Unione Europea, rendendo meno tabù eventuali ritorsioni, incluso il cosiddetto “bazooka dell’anticoercizione”. Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha deciso di aumentare in poche ore i nuovi dazi globali dal 10% al 15%, senza tuttavia modificare nel breve termine l’atteggiamento europeo.
Le posizioni nel Parlamento europeo
A Bruxelles, la Commissione europea sta analizzando documenti e leggi americane per valutarne le conseguenze. Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, rientrato venerdì notte dal Consiglio informale Commercio di Cipro, parteciperà lunedì a un incontro dei relatori ombra dei gruppi parlamentari in commissione Commercio, per decidere se procedere con il voto sui regolamenti applicativi dell’intesa.
I gruppi Socialisti, Verdi e Liberali hanno già espresso l’intenzione di congelare l’intesa. “Trump ha violato l’accordo, la sua sospensione è inevitabile”, ha dichiarato Brando Benifei, a capo della delegazione del Pe per i rapporti con gli Stati Uniti. La Sinistra condivide la posizione, mentre sovranisti, Popolari e Conservatori restano al momento silenti.
Contromosse e strumenti europei
Il congelamento dell’iter permetterà alla Commissione di studiare possibili contromisure. I nuovi dazi Usa hanno durata massima di 150 giorni, ma Bruxelles teme che Washington possa imporre tariffe indefinite sulla base della Section 301 del Trade Act del 1974, che consente alla Casa Bianca di rispondere a pratiche commerciali “sleali” dei Paesi esteri. In queste ore, a Palazzo Berlaymont, cresce l’attenzione sul rispetto del tetto del 15% concordato in Scozia e sulla possibile applicazione della Clausola della nazione più favorita, già vigente prima del secondo mandato di Trump.
Le prossime tappe e il ruolo delle Big Tech
Il dossier dazi tornerà presto al centro dei consessi europei. Lunedì se ne discuterà quasi certamente al Consiglio Affari Esteri dell’UE, mentre Sefcovic parteciperà al G7 del Commercio. I leader europei, guidati dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, terranno colloqui bilaterali prima della missione negli Usa, con l’obiettivo di definire una posizione europea unitaria: “La politica doganale riguarda l’Ue, non i singoli Stati membri”, ha sottolineato Merz.
La Francia, con Emmanuel Macron, ha ribadito l’importanza dei “poteri e contropoteri nelle democrazie” e ha ricordato come l’Ue disponga di strumenti adeguati, incluso lo Strumento anti-coercizione. Lo scontro potrebbe estendersi al settore delle Big Tech: la mossa di Trump potrebbe spingere la Commissione a non modificare il Digital Services Act e il Digital Markets Act, attualmente criticati da Trump e da imprenditori come Elon Musk. Giovedì è attesa una prima risposta con la possibile attivazione della clausola Buy European all’interno dell’Industrial Accelerator Act.







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