TEL AVIV / WASHINGTON – Israele e Stati Uniti hanno avviato un’operazione militare congiunta contro Teheran, definita da Tel Aviv “Il ruggito del leone” e dal Pentagono “Operazione Furia Epica”. Secondo il presidente americano Donald Trump, l’obiettivo è “difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano” e impedire che l’Iran si doti dell’arma nucleare. “Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l’Iran non abbia il nucleare”, ha dichiarato, esortando inoltre il popolo iraniano a “prendere il controllo del proprio governo” al termine dell’azione.
Secondo quanto riportato dal The Times of Israel, l’ayatollah Ali Khamenei sarebbe stato ucciso e il suo corpo recuperato dalle macerie del compound in cui si trovava. Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe riferito di aver visionato video che mostrerebbero il cadavere della Guida Suprema. Al momento non risultano conferme ufficiali indipendenti.
Il bilancio dei raid supera i 200 morti. Nel Sud dell’Iran, nella contea di Minab, un attacco avrebbe colpito una scuola elementare femminile: secondo la tv di Stato iraniana le vittime sarebbero almeno 85, tra cui numerose studentesse.
La risposta di Teheran è stata immediata. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato l’operazione “Truth Promise 4” contro Israele e obiettivi statunitensi nell’area del Golfo. Missili sono stati lanciati contro basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, con segnalazioni di attacchi anche su Dubai.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito l’azione “illegale e illegittima”, parlando di guerra “immotivata” contro Teheran e accusando Washington di aver anteposto gli interessi israeliani a quelli americani.
Intanto è stato annunciato la chiusura dello stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale, con pesanti ripercussioni sui mercati internazionali e sugli equilibri geopolitici dell’intera regione. La situazione resta in rapida evoluzione.







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