L’Iran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio in direzione dell’isola di Diego Garcia, nel cuore dell’Oceano Indiano, senza però colpire la base militare congiunta americana-britannica presente sull’isola, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, citando fonti ufficiali statunitensi. Lanci considerati simbolici ma altamente provocatori, che hanno aumentato le tensioni già elevate nella regione.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita di petrolio iraniano già in navigazione fino al 19 aprile, in un tentativo di contenere le ripercussioni economiche della crisi.
Il presidente Donald Trump ha reagito criticando apertamente gli alleati, inviando ulteriori tre navi da guerra e 2.500 marines in Medio Oriente. Trump ha definito la NATO “una tigre di carta”, accusando i partner di non sostenere sufficientemente gli sforzi contro l’espansione nucleare dell’Iran. In un successivo messaggio, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti restano vicini agli obiettivi della possibile guerra contro l’Iran e che è in corso una valutazione per un eventuale “ridimensionamento” delle operazioni militari.
Per precauzione, l’Alleanza ha temporaneamente sospeso le attività in Iraq, provvedendo all’evacuazione dei militari italiani coinvolti nella missione. Le operazioni continueranno dalla base di Napoli, garantendo la continuità delle attività strategiche nella regione.
La situazione rimane fluida e altamente monitorata, con gli occhi della comunità internazionale puntati sulla risposta dell’Iran e sulla strategia futura degli Stati Uniti e dei loro alleati.







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