Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che l’Iran avrebbe accettato di non sviluppare l’arma nucleare, precisando che l’intesa con Teheran riguarda 15 punti, tra cui appunto il nucleare. Prima di partire per Memphis, Trump ha annunciato una pausa di cinque giorni negli attacchi all’Iran, definendo i colloqui “molto buoni e produttivi” e finalizzati a una “completa e totale risoluzione delle ostilità nel Medio Oriente”. Ha specificato che la tregua è subordinata al successo delle discussioni in corso.
Da Teheran però arriva una netta smentita: “Nessun colloquio, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, hanno dichiarato fonti ufficiali iraniane. Nonostante gli annunci di Washington, l’IDF ha reso noto nuovi raid contro infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati verso Israele, nel 24º giorno del conflitto.
I media iraniani riportano inoltre vittime civili: sei morti e 43 feriti in un attacco americano nella parte settentrionale di Khorramabad, provincia del Lorestan. Sempre secondo fonti mediorientali, un caccia statunitense è precipitato in Kuwait. La situazione rimane estremamente tesa, con il rischio di ulteriori escalation militari nella regione.







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