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Tensioni USA-Iran e nuovo fronte diplomatico: Trump attacca Teheran e Merz, mentre cresce la pressione militare

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Washington – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato nelle ultime ore una serie di dichiarazioni durissime sulla crisi iraniana, definendo l’Iran “testardo” ma al tempo stesso intenzionato a “volere un accordo”. Trump ha inoltre affermato che “tutti i leader iraniani sono stati eliminati militarmente”, una frase che ha immediatamente riacceso il dibattito internazionale sulla crescente escalation tra Washington e Teheran.

Nel corso delle stesse dichiarazioni, il presidente americano ha attaccato anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, invitandolo a concentrarsi sulla fine della guerra tra Ucraina e Russia e sulle condizioni interne della Germania, piuttosto che intervenire sul dossier iraniano.

Secondo il Capo dello Stato Maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine, il presidente russo Vladimir Putin starebbe sostenendo indirettamente lo sforzo bellico iraniano, ampliando ulteriormente le tensioni tra blocchi internazionali.

Ipotesi militari e segnali di escalation

Trump ha inoltre rilanciato sui social un messaggio dal tono minaccioso: “The storm is coming”, accompagnato dalla frase “Niente può fermare ciò che sta arrivando”. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, il presidente statunitense dovrebbe ricevere un briefing su possibili opzioni militari contro l’Iran, tra cui interventi mirati nello Stretto di Hormuz, operazioni per il controllo di materiale nucleare iraniano e attacchi a breve intensità ma ad alto impatto.

Parallelamente, si parla anche dell’arrivo di nuove capacità missilistiche ipersoniche nell’area, elemento che contribuisce ad aumentare la tensione geopolitica.

Diplomazia con Mosca e dossier nucleare

In questo scenario si inserisce anche una lunga telefonata tra Trump e Vladimir Putin. Il leader russo avrebbe accolto positivamente l’estensione del cessate il fuoco, definendolo un possibile passo per riaprire il dialogo. Mosca avrebbe inoltre offerto indicazioni sul dossier nucleare iraniano, ribadendo però che un’eventuale operazione di terra sarebbe “inaccettabile e pericolosa”.

Medio Oriente e crisi umanitaria

Intanto si registra un nuovo sviluppo nel Mediterraneo orientale. La Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza con aiuti umanitari, è stata intercettata da unità della Marina israeliana a ovest di Creta, in acque internazionali. Secondo le autorità israeliane, circa 50 imbarcazioni con a bordo 400 attivisti sono state fermate e gli occupanti dichiarati “in arresto”.

Un video diffuso sui social mostra alcuni membri dell’equipaggio con le mani alzate mentre soldati armati salgono a bordo delle imbarcazioni, alimentando ulteriori polemiche internazionali sull’operazione.

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