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Israele colpisce Beirut, Trump irritato ma il negoziato Usa-Iran resta vicino

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I raid israeliani in Libano hanno riacceso la tensione in Medio Oriente e hanno messo a rischio il negoziato tra Stati Uniti e Iran, che secondo Reuters e AP restava però ancora vicino alla conclusione. Il presidente Usa Donald Trump ha criticato il bombardamento su Beirut, sostenendo che non sarebbe dovuto accadere in una fase così delicata, mentre da parte iraniana è arrivata la conferma che il dialogo va comunque perseguito.

L’attacco israeliano ha colpito Beirut e la sua area meridionale, roccaforte di Hezbollah, causando almeno tre morti e 15-16 feriti secondo le diverse ricostruzioni diffuse dalle agenzie; il raid ha danneggiato anche edifici e negozi nella zona di Ghobeiri, a Dahiyeh. Washington e Teheran stavano lavorando a un’intesa di principio per chiudere la guerra, con una bozza già pronta e una firma attesa a breve, in forma elettronica.

Trump, riferiscono Reuters, AP, FT e Axios, ha reagito con durezza contro Israele e contro Benjamin Netanyahu, accusandolo di scarso giudizio e chiedendo una frenata delle operazioni per non compromettere l’accordo. In parallelo, ha lasciato intendere che l’intesa con Teheran sia ancora in piedi e che il dossier sullo Stretto di Hormuz possa sbloccarsi a breve.

Dal lato iraniano, il presidente Masoud Pezeshkian ha fatto sapere che il Consiglio supremo di sicurezza nazionale ritiene necessario proseguire la via del dialogo, mentre fonti di Teheran hanno definito il raid israeliano una prova della fragilità degli impegni occidentali. L’escalation resta quindi aperta, ma la diplomazia non è ancora saltata.

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