Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth il raggiungimento di un’intesa definita come “storica”, che dovrebbe “portare pace e sicurezza nell’intera regione”. Secondo quanto riferito, la firma dell’accordo è prevista per venerdì a Ginevra, dopo una serie di colloqui preparatori a Doha.
Trump ha parlato di un risultato “decisivo” per la stabilizzazione dell’area, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli sui contenuti del patto.
Teheran: “Fine immediata della guerra”
Dall’Iran arriva una lettura altrettanto netta dell’intesa. Le autorità di Teheran hanno dichiarato che l’accordo “mette immediatamente fine alla guerra”, segnando una possibile svolta dopo settimane di forte tensione militare e diplomatica nella regione.
Israele prende le distanze
Più prudente — e in parte critica — la posizione israeliana. Il ministro Itamar Ben Gvir ha affermato che l’accordo annunciato da Trump “non è vincolante per Israele”, ribadendo la sovranità dello Stato e lasciando intendere che Tel Aviv si riserva autonomia nelle proprie decisioni di sicurezza.
Italia: ipotesi intervento su Hormuz
Sul fronte europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che l’Italia sarebbe pronta a intervenire con navi militari per operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più sensibili per il traffico energetico mondiale. L’eventuale missione, ha precisato, sarebbe comunque subordinata al passaggio parlamentare.
Un equilibrio ancora fragile
Nonostante l’annuncio americano, il quadro resta altamente instabile: tra dichiarazioni di pace, diffidenze reciproche e posizioni divergenti tra alleati, l’intesa appare ancora tutta da verificare nei suoi contenuti concreti e nella sua reale applicabilità sul terreno.







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