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Medio Oriente, si allarga il conflitto: raid Usa-Arabia in Iraq e tensione con l’Iran. Trump: «Colpiremo Teheran duramente»

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Si allarga la crisi in Medio Oriente dopo l’incontro tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump alla Casa Bianca. Nelle ultime ore si sono moltiplicati gli attacchi e le tensioni tra Stati Uniti, Iran e le milizie filo-iraniane presenti nella regione, con nuovi fronti di scontro che coinvolgono Iraq, Giordania e le rotte commerciali del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riferito da fonti regionali, l’Iran avrebbe attaccato una base statunitense in Giordania e colpito tre petroliere nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il traffico energetico.

In risposta, Stati Uniti e Arabia Saudita avrebbero condotto un raid congiunto contro postazioni di milizie filo-iraniane in Iraq. Negli attacchi sarebbero morte almeno 20 persone. Tra le vittime, secondo alcuni media della regione, ci sarebbero anche cinque membri dei Pasdaran, il corpo militare d’élite iraniano.

Fonti della sicurezza egiziana hanno invece smentito le notizie circolate su un presunto attacco con drone contro una petroliera statunitense nel porto di Damietta, che avrebbe provocato un’esplosione e un incendio.

Trump: «Colpiremo l’Iran duramente»

«Colpiremo l’Iran duramente» in risposta agli attacchi contro obiettivi americani, ha dichiarato Donald Trump in un’intervista a Fox News.

Il presidente statunitense ha inoltre precisato che le operazioni condotte da Stati Uniti e Arabia Saudita contro le milizie filo-iraniane sarebbero state coordinate con il governo iracheno.

Il movimento di resistenza islamica Al-Nujaba ha annunciato possibili rappresaglie dopo i bombardamenti notturni contro le Forze di Mobilitazione Popolare filo-iraniane in Iraq. Il governo di Baghdad ha però ribadito che spetta alle autorità irachene difendere «la sovranità del Paese» e ha annunciato la predisposizione di un piano di sicurezza.

Houthi pronti a imporre pedaggi nel Mar Rosso

La tensione cresce anche nello Yemen. I ribelli Houthi, secondo quanto riferito da un ministro del governo yemenita, intenderebbero introdurre pedaggi per il transito delle navi nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al Mandeb.

Una misura definita una «pericolosa escalation», con il rischio di trasformare uno dei principali corridoi marittimi globali in una fonte permanente di finanziamento per attività militari.

Intanto, secondo quanto riportato da Reuters, l’Iran potrebbe ricevere nelle prossime settimane una prima fornitura di fino a 400 lanciamissili antiaerei portatili di produzione cinese, elemento che potrebbe aumentare ulteriormente la capacità militare di Teheran.

Sale il prezzo del petrolio

Le nuove tensioni hanno avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici, con un balzo del prezzo del greggio legato ai timori di possibili interruzioni nelle forniture e all’instabilità delle principali rotte commerciali del Medio Oriente.

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