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Al via il vertice Nato ad Ankara: difesa, Ucraina e investimenti al centro del summit

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Ankara – Prende il via oggi ad Ankara il vertice della Nato, un appuntamento che riunisce i leader dei 32 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica per discutere delle principali sfide sul fronte della sicurezza internazionale.

I lavori si aprono con il Forum dell’Industria della Difesa, mentre nelle prossime ore è atteso l’arrivo dei capi di Stato e di governo per una due giorni di confronti dedicati ai principali dossier geopolitici.

Tra i temi centrali figurano l’aumento degli investimenti nel settore della difesa, il rafforzamento delle capacità militari dell’Alleanza e il sostegno all’Ucraina, impegnata da oltre quattro anni nel conflitto con la Russia.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un nuovo appello ai Paesi Nato chiedendo “decisioni forti”, a partire dalla fornitura di ulteriori sistemi di difesa aerea Patriot, ritenuti essenziali da Kiev per proteggere città e infrastrutture dagli attacchi russi.

Sul piano diplomatico resta alta l’attenzione anche dopo il recente colloquio tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. Trump ha dichiarato che il leader del Cremlino sarebbe intenzionato a porre fine alla guerra, mentre da Mosca è arrivata la conferma della volontà di proseguire il dialogo con un nuovo confronto tra i due leader.

Le dichiarazioni hanno alimentato il dibattito sul ruolo degli Stati Uniti nei futuri negoziati e sulla strategia che Washington intende adottare nei confronti del conflitto.

Alla vigilia del summit resta inoltre aperto il confronto politico tra la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e Donald Trump, dopo alcune recenti dichiarazioni del presidente americano. La premier, al momento, non ha replicato pubblicamente, mantenendo un profilo prudente in vista dell’incontro tra gli alleati.

Il vertice di Ankara rappresenta un passaggio importante per verificare la compattezza della Nato su temi strategici come la sicurezza europea, il rafforzamento delle capacità difensive comuni e il sostegno a Kiev.

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