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Iran, Pezeshkian: “Non ci arrenderemo mai”. Teheran minaccia i Paesi che aderiranno alle sanzioni Usa

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Teheran, 23 agosto 2026 – «L’obiettivo del nemico era il collasso dell’Iran, ma questo non è accaduto. Chiudono le strade, negoziano con i governi musulmani affinché non facciano alcun accordo con l’Iran per farlo arrendere, ma noi non ci arrenderemo mai». È il messaggio lanciato dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel corso di un discorso pronunciato in occasione della Settimana del Governo e citato dall’agenzia Mehr.

Pezeshkian ha riconosciuto le difficoltà economiche e sociali attraversate dal Paese, assicurando che il governo sta lavorando per contenere l’inflazione e garantire alla popolazione condizioni di vita dignitose. Il presidente ha definito la situazione una «guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala», accusando gli Stati Uniti di voler piegare Teheran attraverso le sanzioni e la pressione militare.

Teheran: “Hormuz resta chiuso”

Sul fronte dello Stretto di Hormuz resta alta la tensione. Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha ribadito che il passaggio non verrà riaperto finché Washington non cambierà atteggiamento e non rispetterà i propri impegni.

Rezaei ha inoltre avvertito i Paesi che dovessero aderire alle misure economiche statunitensi contro l’Iran: Teheran li considererebbe «nemici» e potrebbe colpire i loro interessi. Parallelamente, l’Iran ha annunciato un rafforzamento del proprio arsenale e una risposta immediata a eventuali nuovi attacchi.

Nonostante la posizione iraniana, nella notte tra venerdì e sabato quasi 40 petroliere sono transitate attraverso il canale più profondo dello Stretto, secondo quanto riportato da media statunitensi, per un volume stimato di circa 16 milioni di barili.

Macron incontra Mohammed bin Salman

Nel frattempo, sul piano diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron si prepara ad accogliere a Parigi il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, leader de facto dell’Arabia Saudita, per una visita di due giorni dedicata ai rapporti bilaterali e ai principali dossier regionali.

La visita si aprirà con la partecipazione di Macron e Mohammed bin Salman alla cerimonia di chiusura della Coppa del Mondo di Esports, evento ospitato per la prima volta fuori dall’Arabia Saudita.

Il quadro resta dunque estremamente delicato: da una parte Teheran ribadisce di non voler cedere alle pressioni statunitensi e mantiene chiuso Hormuz; dall’altra Washington continua a esercitare una forte pressione economica e strategica. Il rischio di una nuova escalation rimane elevato mentre proseguono gli sforzi diplomatici per uscire dalla situazione di «né guerra né pace».

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