Iran, attaccate oltre dieci navi nello Stretto di Hormuz: petrolio sopra i 100 dollari

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Nuova escalation nello Stretto di Hormuz. L’Iran ha dichiarato di aver attaccato ieri dieci navi, tra unità statunitensi e petroliere, in risposta agli attacchi americani contro cinque petroliere iraniane. Teheran ha inoltre minacciato di ampliare ulteriormente l’area marittima soggetta ad autorizzazione per la navigazione.

Secondo quanto riferito dalle autorità iraniane, la nuova ondata di attacchi rappresenta una risposta alle operazioni militari statunitensi. Washington, dal canto suo, ha negato che proprie navi da guerra siano state colpite. Gli episodi hanno comunque fatto salire ulteriormente la tensione lungo uno dei principali snodi marittimi mondiali per il trasporto di energia.

Petrolio oltre i 100 dollari

La nuova escalation ha avuto immediate ripercussioni sui mercati. Il Brent ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio, alimentando i timori di nuove interruzioni nelle forniture energetiche internazionali.

Lo Stretto di Hormuz è uno dei principali punti strategici per il commercio mondiale di petrolio: attraverso il passaggio transitava prima della crisi una quota significativa delle forniture energetiche globali. Il rischio di un’ulteriore riduzione del traffico marittimo sta quindi aumentando la pressione sui prezzi dell’energia.

L’Iran ha infine fatto sapere che intende estendere l’area marittima nella quale le navi dovranno ottenere un’autorizzazione per la navigazione, prospettando un ulteriore irrigidimento delle condizioni di transito nello Stretto.

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