CITTÀ DEL VATICANO – Papa Leone XIV ha trascorso una notte tranquilla in ospedale, si è alzato e ha fatto colazione. Lo ha comunicato la Sala stampa vaticana, aggiornando sulle condizioni del Pontefice a due giorni dall’intervento chirurgico del 13 ottobre, durante il quale gli è stato asportato un tumore maligno a un polmone.
Nella giornata precedente, il Papa aveva svolto fisioterapia respiratoria, iniziato a camminare nella propria stanza e ripreso una regolare alimentazione. Il decorso postoperatorio viene definito «regolare», sulla base degli esami del sangue e della radiografia del torace.
«Sta bene, l’umore è buono», ha riferito il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni. La degenza prevista resta di circa una settimana dal ricovero. Rimane inoltre il desiderio del Pontefice di partire per il viaggio in Sudamerica, in programma dal 6 novembre, anche se la conferma dipenderà dall’evoluzione delle sue condizioni. «Poi vedremo», ha precisato Bruni.
Sono arrivati intanto anche gli auguri del presidente americano Donald Trump: «Spero che il Papa si rimetta».
L’intervento al polmone
Leone XIV aveva annunciato durante l’Angelus dell’11 ottobre che avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento per un nodulo polmonare individuato durante un controllo di routine. L’operazione è stata eseguita il 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma e si è conclusa positivamente, secondo i tempi e le modalità previste.
«L’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami preoperatori», hanno comunicato i medici. Dopo l’intervento sono iniziate le prime sedute di fisioterapia respiratoria e il graduale ritorno all’alimentazione.
I dubbi sul viaggio in Sudamerica
Resta da chiarire l’agenda dei prossimi impegni del Pontefice. Molto dipenderà dagli esiti definitivi dell’esame istologico, per i quali saranno necessari alcuni giorni.
L’attenzione è concentrata soprattutto sul viaggio in Sudamerica, previsto dal 6 al 17 novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e Perù. L’itinerario comprende circa 31mila chilometri di spostamenti in aereo ed elicottero, ai quali si aggiungerebbero i trasferimenti in automobile nelle città visitate.
Tra le tappe previste figura anche Cuzco, sulle Ande peruviane, a circa 3.400 metri di altitudine. Un programma impegnativo, tra climi differenti e una possibile visita nella foresta amazzonica, che richiederà di valutare attentamente i tempi di recupero dopo l’intervento chirurgico.
Per il momento, la priorità resta la convalescenza del Papa. Solo nei prossimi giorni sarà possibile capire se le condizioni cliniche consentiranno di confermare il viaggio.






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