Grave incidente ferroviario sulla linea tra Madrid e l’Andalusia. Coinvolti un convoglio Renfe e uno della compagnia privata Iryo. Cinque italiani risultano coinvolti: quattro sono in buone condizioni, una donna è dispersa. Il premier Pedro Sánchez annuncia tre giorni di lutto nazionale.
SPAGNA – Almeno 68 morti e decine di feriti, alcuni dei quali in condizioni molto gravi. È il bilancio provvisorio dello scontro tra due treni ad alta velocità avvenuto sulla linea ferroviaria che collega Madrid all’Andalusia, nel sud della Spagna. Diversi vagoni sono deragliati e la circolazione sulla tratta è stata sospesa.
Nell’incidente sono rimasti coinvolti un treno della compagnia statale Renfe e un convoglio della società privata Iryo, partecipata di Fs International. Secondo le prime informazioni, tra le vittime 40 persone viaggiavano sul treno Iryo e 24 su quello Renfe. Il bilancio resta provvisorio e le operazioni di soccorso e identificazione sono in corso.
Coinvolti anche cinque cittadini italiani: quattro sarebbero in buone condizioni, mentre una donna risulta dispersa.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez si è recato sul luogo dell’incidente e ha promesso che verranno accertate tutte le responsabilità. «Andremo fino in fondo. Se ci sono state negligenze, si saprà. Se ci sono stati malfunzionamenti del sistema, reagiremo con la massima fermezza», ha dichiarato. Il governo ha inoltre annunciato tre giorni di lutto nazionale.
L’ipotesi di un errore umano
Tra le prime ipotesi al vaglio degli investigatori figura un possibile errore umano, che sarebbe stato preceduto da un malfunzionamento dei sistemi informatici di comunicazione e controllo.
Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha riferito di una «caduta nel sistema di comunicazione dei computer», seguita da un errore umano nel centro di controllo di Adif, l’ente che gestisce le infrastrutture ferroviarie spagnole, situato nella stazione di Atocha a Madrid.
Proprio nella sala di controllo di Atocha, secondo quanto riferito dal ministro, la dinamica dell’incidente è stata ricostruita attraverso una sorta di moviola e l’analisi delle comunicazioni audio intercorse tra il centro operativo e i macchinisti.
La dinamica dello scontro
Puente ha spiegato che, intorno alle 8.30, il sistema di controllo LZB della stazione di Urda, nella provincia di Toledo, sarebbe andato in avaria a causa del guasto di tre computer della rete. Di conseguenza, un tratto di circa 63 chilometri della linea ad alta velocità sarebbe rimasto privo del sistema di sicurezza.
Il malfunzionamento avrebbe determinato l’arresto automatico dei sei treni che in quel momento transitavano sulla tratta, compresi i due convogli coinvolti nello scontro.
Con i treni fermi, la gestione del traffico sarebbe passata al centro di controllo di Adif ad Atocha. Alle 8.36, secondo la ricostruzione illustrata dal ministro, sarebbe stata presa la decisione di autorizzare il treno Renfe a riprendere regolarmente la marcia.
Puente ha definito questa scelta un «errore inspiegabile», sostenendo che più avanti, all’ingresso della stazione di Urda, il convoglio Iryo fosse fermo e il segnale ferroviario fosse rosso.
Tra le 8.36 e le 8.54, orario indicato per l’impatto, il treno Renfe avrebbe percorso circa 25 chilometri, raggiungendo una velocità di 200 chilometri orari, prima di investire il convoglio Iryo.
Il ministro ha inoltre affermato che ci sarebbe stato il tempo per correggere l’errore nel centro di controllo, ma che ciò non sarebbe avvenuto.
La ricostruzione dovrà ora essere verificata nell’ambito degli accertamenti tecnici e giudiziari, chiamati a chiarire le cause dello scontro e le eventuali responsabilità nella gestione del traffico ferroviario.






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