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Al via il G7 di Kananaskis: Meloni a colloquio con i leader, focus su Iran-Israele e sicurezza globale

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KANANASKIS (Canada) – È ufficialmente iniziato oggi, domenica 15 giugno, il summit dei leader del G7, in programma fino a martedì 17 nella cornice suggestiva delle Montagne Rocciose canadesi, a Kananaskis, in Alberta. La premier italiana Giorgia Meloni è atterrata nelle scorse ore all’aeroporto di Calgary per poi raggiungere la sede del vertice, dove sarà accolta, insieme agli altri leader, dal primo ministro canadese Mark Carney, fresco di vittoria elettorale e alla sua prima partecipazione a un summit G7 come “padrone di casa”.

Al centro dei lavori ci sarà la crisi globale più urgente: l’escalation di guerra tra Iran e Israele, seguita da vicino anche nel corso dei bilaterali a margine. Meloni dovrebbe incontrare lo stesso Carney e non si esclude un colloquio diretto con Donald Trump, figura centrale dell’edizione 2025 del vertice, in vista delle elezioni americane. Altri possibili confronti sono attesi con i partner europei, dopo i colloqui telefonici intercorsi nei giorni scorsi.

I temi in agenda

Il vertice, articolato in sette sessioni tematiche, affronterà tutte le principali sfide globali. Meloni aprirà quella dedicata a “Comunità sicure”, tema caro all’Italia e strategico in tempi di tensioni internazionali. Oltre al conflitto in Medio Oriente, ci sarà spazio anche per la guerra in Ucraina, il tema dei dazi statunitensi e le nuove tecnologie, in particolare intelligenza artificiale e quantistica.

Importante anche l’attenzione alla sicurezza ambientale con un focus sugli incendi boschivi, e alla transizione energetica, attraverso la valorizzazione dei minerali strategici.

Nessun comunicato congiunto: troppe fratture tra i leader

Nonostante i temi rilevanti, non ci sarà un comunicato congiunto finale. Come riferiscono fonti diplomatiche, le profonde divergenze tra Trump e gli altri leader su clima, Medio Oriente, Ucraina e cooperazione allo sviluppo rendono impossibile trovare una sintesi condivisa. Al loro posto, verranno rilasciate sette dichiarazioni separate, ciascuna relativa a uno dei dossier discussi.

Tra le più attese vi è quella relativa alla lotta contro il traffico di migranti, un’iniziativa fortemente sostenuta dall’Italia, in continuità con la presidenza del G7 a Borgo Egnazia nel 2024. Proprio in quell’occasione era nata la proposta della Coalizione G7 contro i trafficanti, basata su cooperazione d’intelligence, sequestro dei beni illeciti e rafforzamento dei controlli transnazionali. Ora, l’obiettivo è consolidare questa strategia con l’appoggio operativo di Stati Uniti e Regno Unito.

Un summit cruciale in un mondo instabile

Il G7 2025 si apre dunque in un clima di forte instabilità geopolitica, con l’Occidente chiamato a trovare nuove vie di cooperazione, nonostante le tensioni interne. Per l’Italia, che ribadisce la sua linea di fermezza sull’Iran e di difesa della sicurezza di Israele, ma anche il bisogno di favorire la de-escalation, sarà un banco di prova diplomatico importante.

L’equilibrio tra sicurezza, sviluppo e diritti umani sarà la chiave per misurare il successo di questo vertice canadese.

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