27 giugno 2025 – Teheran – Nuovi segnali di tensione in Iran, dove secondo quanto riportato da Iran International, diverse esplosioni sono state udite nella zona di Eslamshahr, nella parte occidentale della capitale Teheran. Testimoni oculari sui social media parlano dell’attivazione della contraerea e di un clima di forte allarme.
La zona interessata, in particolare Bidganeh, ospita un importante complesso militare e un sito missilistico, già colpiti in passato durante la cosiddetta “guerra dei 12 giorni” da attacchi israeliani. Al momento non ci sono conferme ufficiali da parte delle autorità iraniane, ma le sirene e l’intervento della difesa aerea hanno alimentato i timori su una possibile nuova escalation militare.
Nel frattempo, sul fronte diplomatico, il presidente Donald Trump ha dichiarato che un’intesa per il cessate il fuoco a Gaza è “vicina”. Parlando con i giornalisti, l’ex presidente ha escluso a breve un riavvio del programma nucleare da parte dell’Iran: “Abbiamo sanzioni molto dure contro di loro. Non sono stupidi. Non credo che tenteranno qualcosa nel breve periodo”, ha affermato, aggiungendo che Teheran “vuole incontrarci”.
Nella Striscia di Gaza, la situazione resta drammatica. Secondo il ministero della Sanità di Hamas, nelle ultime 24 ore sono 72 le vittime causate da attacchi israeliani, in particolare in un mercato e nei pressi di centri per la distribuzione di aiuti alimentari. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha negato l’intenzionalità di colpire civili, ma l’esercito israeliano (IDF) ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna sugli episodi.
La combinazione di allarmi a Teheran, le dichiarazioni di Trump e la crescente crisi umanitaria a Gaza alimentano il timore di un nuovo fronte di instabilità in Medio Oriente, mentre la diplomazia internazionale cerca spiragli per un fragile equilibrio.







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