(Shutterstock) Il presidente americano Donald Trump ha rilanciato l’ipotesi di una possibile ripresa degli attacchi militari contro l’Iran, mentre valuta una proposta di accordo inviata da Teheran. In un messaggio pubblicato sul social Truth, ha dichiarato di non considerare ancora accettabile alcuna soluzione, sostenendo che l’Iran “non avrebbe pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che ha fatto negli ultimi 47 anni”.
Sul fronte iraniano, il capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei ha dichiarato su X che Teheran è pronta a reagire in caso di minaccia alla propria “dignità”, precisando però che il Paese non auspica la guerra pur non temendola.
La proposta di Teheran
Secondo fonti internazionali, la proposta iraniana prevederebbe un termine di un mese per negoziati su diversi punti chiave, tra cui la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la conclusione delle ostilità in Iran e in Libano. La proposta sarebbe stata riferita ad Axios da due fonti informate.
Movimenti militari USA in Europa
Sul fronte europeo, è previsto il ritiro di oltre 5.000 soldati statunitensi dalla Germania entro 6–12 mesi. La misura si inserisce in una più ampia revisione della presenza militare americana, che coinvolgerebbe anche altri Paesi europei.
Secondo quanto riportato, nel mirino ci sarebbero anche Paesi considerati “deludenti” come Italia e Spagna, nell’ambito di una possibile riorganizzazione che potrebbe interessare fino a 90.000 militari e circa 40 strutture.
Reazioni internazionali
La NATO esprime preoccupazione e spinge verso un rafforzamento della difesa europea, mentre cresce il confronto politico all’interno dell’Alleanza Atlantica.
Intanto, da lunedì in Armenia si terrà un vertice della European Political Community, a cui parteciperanno diversi leader europei, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un contesto di crescente tensione internazionale e ridefinizione degli equilibri di sicurezza.






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