Nuove tensioni diplomatiche emergono tra Stati Uniti e Iran dopo le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha annunciato un’intesa imminente sul programma nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
L’annuncio di Trump
In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha affermato che la Repubblica Islamica avrebbe “accettato di non avere mai un’arma nucleare” e che lo Stretto di Hormuz sarebbe presto riaperto alla navigazione.
In un secondo messaggio, il tycoon ha indicato che la firma dell’accordo sarebbe prevista per domenica, con la successiva apertura dello Stretto “senza pedaggi”.
Il ruolo del Pakistan e il calendario dei negoziati
Nei giorni precedenti, il premier pakistano Shehbaz Sharif aveva parlato di una possibile intesa “entro 24 ore”, con firma a distanza e avvio di colloqui tecnici nella settimana successiva.
La frenata di Teheran
Nonostante le dichiarazioni ottimistiche, da Teheran arrivano segnali di prudenza. Le autorità iraniane hanno infatti smentito la definizione dei tempi della firma, lasciando intendere che l’accordo non sarebbe ancora pronto nei termini indicati da Washington.
Salta la cerimonia a Ginevra
Nel frattempo è stata rinviata la cerimonia prevista a Ginevra, alla quale avrebbero dovuto partecipare esponenti statunitensi e iraniani, tra cui il vicepresidente USA J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.
Khamenei e la fase interna iraniana
Sul piano interno, fonti iraniane hanno inoltre riferito che i funerali della guida suprema Ali Khamenei sarebbero previsti a partire dal 4 luglio, elemento che aggiunge ulteriore complessità a una fase politica già altamente delicata.
Un quadro ancora incerto
Tra annunci unilaterali, smentite e rinvii diplomatici, la situazione resta instabile. Le trattative tra Washington e Teheran appaiono ancora lontane da una conclusione definitiva, mentre crescono le incertezze sui tempi reali di un eventuale accordo.






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