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Bce, tassi fermi: depositi al 2,25%. Lagarde: “Crescita modesta e rischi per l’inflazione al rialzo”

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Francoforte – Come previsto, la Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%, mentre il tasso sui prestiti marginali rimane al 2,65%.

La decisione, ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde, è stata unanime, anche se all’interno del Consiglio direttivo alcuni governatori si sarebbero chiesti se fosse necessario prendere in considerazione un possibile rialzo dei tassi.

I mercati, intanto, continuano a scommettere su un nuovo aumento entro la fine dell’anno, con settembre o, al più tardi, dicembre indicati come possibili finestre temporali.

Lagarde: “Crescita modesta nel breve termine”

Secondo Lagarde, la crescita dell’economia dell’Eurozona rimane modesta nel breve periodo. La presidente della Bce ha sottolineato che il mercato del lavoro, le imprese e le famiglie si trovano in una situazione più debole rispetto a prima del conflitto, mentre segnali positivi arrivano dai servizi digitali e da una parziale ripresa del settore dei servizi.

“Le misure contro il caro energia siano temporanee”

Sul fronte dell’inflazione, Lagarde ha invitato i governi a mantenere circoscritte e temporanee le misure pubbliche adottate in risposta allo shock energetico.

L’aumento dei costi dell’energia, secondo la presidente della Bce, sta alimentando la crescita dei prezzi e potrebbe incidere negativamente sui salari reali. Anche gli eventi climatici estremi e la crisi climatica rappresentano un fattore di rischio, in particolare per i prezzi degli alimentari.

Preoccupa l’escalation in Medio Oriente

La Bce continua a puntare a un’inflazione stabile al 2%, ma lo scenario internazionale resta particolarmente incerto. L’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran e il conseguente aumento dei prezzi di petrolio e gas naturale potrebbero alimentare ulteriormente le aspettative inflazionistiche e aumentare la volatilità sui mercati.

Secondo la Bce, i rischi per le prospettive dell’inflazione sono orientati al rialzo. Un ulteriore shock energetico potrebbe infatti avere ripercussioni più forti del previsto sui prezzi e sui salari.

Politica monetaria “guidata dai dati”

Il Consiglio direttivo ha ribadito di non voler seguire un percorso prestabilito per i tassi. Le future decisioni saranno prese sulla base dei dati economici disponibili e valutate riunione dopo riunione, in considerazione dell’elevata incertezza geopolitica.

Anche le condizioni del credito restano sotto osservazione. L’ultima Bank Lending Survey della Bce ha evidenziato un moderato irrigidimento delle condizioni di finanziamento per le imprese dell’Eurozona, legato soprattutto alla maggiore percezione dei rischi da parte degli istituti di credito, in particolare nei settori automobilistico e manifatturiero ad alta intensità energetica.

Lagarde: “Non vi libererete di me prima del 2027”

Durante la conferenza stampa, Lagarde ha anche fatto chiarezza sul proprio futuro alla guida della Bce, dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi.

Il suo mandato scadrà nell’ottobre 2027, ma la presidente ha escluso un’uscita anticipata con una battuta: “Questo capitano resterà a bordo della nave, non vi libererete di me prima del 2027”.

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