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Israele, elezioni senza maggioranza: 53 seggi al blocco Netanyahu, 48 all’opposizione

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I risultati parziali delle elezioni per la Knesset delineano uno scenario senza una maggioranza parlamentare. I partiti arabi conquistano 19 seggi, mentre l’affluenza raggiunge il 77,7%, il livello più alto dal 1999. Herzog invita le forze politiche a trovare un’intesa per evitare un nuovo voto.

ISRAELE – Le elezioni politiche israeliane, le prime dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva guerra, si chiudono con un quadro parlamentare frammentato. Il blocco guidato dal Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu si attesta a 53 seggi, mentre lo schieramento di opposizione guidato dal centrista Gadi Eisenkot ne ottiene 48. I partiti arabi conquistano complessivamente 19 seggi, registrando un risultato significativo.

Nessuno dei due principali schieramenti raggiunge la soglia dei 61 seggi necessaria per assicurarsi la maggioranza nella Knesset, il Parlamento israeliano composto da 120 membri. Si apre quindi una fase di trattative per la formazione del prossimo governo, in uno scenario che potrebbe rendere determinante il ruolo delle forze politiche arabe.

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha invitato i partiti a «fare tutto il possibile» per raggiungere un accordo ed evitare che il Paese debba tornare alle urne. Le consultazioni per la formazione del governo saranno decisive per definire i futuri equilibri politici.

Affluenza al 77,7%, il dato più alto dal 1999

Secondo la Commissione elettorale centrale, l’affluenza definitiva si è attestata al 77,7%, con un aumento di 7,1 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni. Il dato supera il 70,6% registrato nel 2022 e rappresenta il livello più alto dal 1999.

Finora sono stati conteggiati 5.444.277 voti. Gli aventi diritto erano oltre sette milioni e alla competizione hanno partecipato 36 partiti, anche se soltanto una parte delle liste era considerata in grado di superare la soglia di sbarramento del 3,25%.

Il conteggio delle schede non è ancora del tutto concluso. Restano da scrutinare le cosiddette «buste doppie», utilizzate da elettori che votano lontano dal proprio seggio di residenza, tra cui militari, diplomatici e persone ricoverate in ospedale. I risultati ufficiali sono attesi per il 4 novembre.

Trump rivendica il proprio sostegno a Netanyahu

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato il risultato elettorale rivendicando il ruolo del proprio sostegno al premier israeliano. In un messaggio pubblicato su Truth ha dichiarato: «Con il mio sostegno Netanyahu è passato dal ko alla vittoria».

Il risultato del blocco guidato dal Likud, tuttavia, non si traduce al momento in una maggioranza parlamentare autonoma. La necessità di trovare alleati apre una fase delicata di negoziati, nella quale potrebbero pesare sia le divisioni tra i partiti sia le posizioni sull’eventuale coinvolgimento delle forze arabe nella coalizione.

Una partita che riguarda anche il Medio Oriente

Il voto arriva in una fase cruciale per Israele, dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 e il conflitto che ha profondamente segnato il Paese e l’intera regione.

La composizione del prossimo governo avrà conseguenze non soltanto sulla politica interna, ma anche sulle scelte di sicurezza, sui rapporti con i palestinesi e sugli equilibri regionali.

Con nessuno dei due principali blocchi in grado, al momento, di raggiungere da solo la maggioranza, il futuro esecutivo dipenderà dagli accordi che emergeranno nelle prossime settimane. Fino alla conclusione delle procedure elettorali e delle consultazioni, il quadro resta aperto.

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