GERUSALEMME – Due carabinieri italiani in servizio presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme sono stati minacciati da un colono israeliano armato mentre si trovavano in Cisgiordania, nei pressi di Ramallah. L’episodio, avvenuto nella giornata di ieri, 25 gennaio, ha suscitato un’immediata e dura reazione del governo italiano, che ha attivato i canali diplomatici ai massimi livelli per chiedere chiarimenti formali alle autorità israeliane.
Secondo quanto riferito da fonti governative, i due militari dell’Arma si trovavano nell’area per un sopralluogo preparatorio in vista di una missione di ambasciatori dell’Unione europea in un villaggio vicino a Ramallah, all’interno di territorio sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese. Durante l’attività, sarebbero stati avvicinati da un uomo armato, in abiti civili, che ha puntato contro di loro un’arma da fuoco, presumibilmente un fucile mitragliatore.
Nonostante i carabinieri fossero chiaramente identificabili – in possesso di passaporti e tesserini diplomatici e a bordo di un’auto con targa diplomatica – l’uomo li avrebbe costretti a inginocchiarsi sotto la minaccia dell’arma e li avrebbe successivamente interrogati. Attenendosi rigorosamente alle regole di ingaggio ricevute, i militari italiani hanno evitato qualsiasi reazione violenta.
Nel corso dell’episodio, l’uomo armato avrebbe messo i due carabinieri in contatto telefonico con una persona non identificata, la quale avrebbe sostenuto che si trovassero all’interno di un’area militare e che dovessero pertanto allontanarsi immediatamente. Tuttavia, una verifica successiva effettuata con il Cogat – il comando militare israeliano responsabile dei Territori palestinesi occupati – ha confermato che in quel punto non risulta alcuna area militare.
I due carabinieri sono rientrati incolumi al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme e hanno immediatamente riferito l’accaduto all’Ambasciata d’Italia e alla propria catena di comando. Considerata la gravità dell’episodio, l’ambasciatore italiano a Tel Aviv ha presentato una nota verbale di protesta al governo israeliano, coinvolgendo il Ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, la polizia e lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno competente per i Territori palestinesi.
Parallelamente, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha disposto la convocazione dell’ambasciatore di Israele in Italia per chiedere chiarimenti formali e ribadire la ferma protesta del governo italiano per quanto accaduto. L’Italia ha sottolineato la totale inaccettabilità di minacce armate nei confronti di personale diplomatico in missione ufficiale e ha chiesto che vengano accertate le responsabilità dell’accaduto.
L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione nei Territori palestinesi occupati e rischia di avere ripercussioni sul piano diplomatico, in particolare in relazione alla sicurezza delle missioni internazionali e del personale straniero operante nell’area.







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