ROMA – La Procura di Roma è pronta a inviare un team di investigatori della Squadra Mobile in Svizzera per affiancare le autorità elvetiche nelle indagini sulla strage del 1° gennaio a Crans-Montana, che ha provocato 40 vittime, tra cui sei cittadini italiani. La richiesta è contenuta nella rogatoria internazionale trasmessa nei giorni scorsi ai magistrati di Sion, titolari dell’inchiesta.
I pubblici ministeri romani hanno aperto un fascicolo ipotizzando i reati di omicidio colposo e disastro colposo. Il loro arrivo in Svizzera è previsto entro febbraio per un incontro diretto con la magistratura locale. Al momento il procedimento è contro ignoti, ma l’acquisizione della documentazione richiesta potrebbe portare all’iscrizione dei primi indagati, tra cui i gestori del locale, Jacques Moretti e la moglie Jessica.
Le richieste della Procura
Nella rogatoria, gli inquirenti italiani chiedono la trasmissione di tutta l’attività istruttoria svolta finora, comprese le autorizzazioni rilasciate nel tempo al locale Le Constellation, i controlli effettuati dalle autorità competenti e lo stato di attuazione delle normative antinfortunistiche e di sicurezza.
L’ombra di un incendio precedente
L’indagine si arricchisce di nuovi elementi. Secondo quanto riportato da media svizzeri, nel 2024 un altro incendio avrebbe già interessato Le Constellation durante le festività natalizie. La segnalazione sarebbe giunta a uno degli avvocati delle parti civili – 130 le costituzioni – e poi agli inquirenti.
Secondo le ricostruzioni, anche quell’episodio sarebbe stato causato dalle candele scintillanti, le cui fiamme avrebbero raggiunto il controsoffitto e il materiale fonoassorbente non ignifugo. Il principio d’incendio fu domato rapidamente, senza conseguenze, ma se confermato dimostrerebbe che i gestori erano già consapevoli della pericolosità dei pannelli installati nel locale.
Non solo: un ulteriore incendio aveva in precedenza coinvolto un altro esercizio riconducibile a Moretti, il ristorante Le Vieux Chalet a Lens, località vicina a Crans-Montana.
L’inchiesta si allarga
L’indagine è ora in una fase cruciale. Oggi l’avvocato Sébastien Fanti, legale di parte civile, depositerà un esposto contenente decine di segnalazioni che chiamerebbero in causa i coniugi Moretti e il Comune di Crans-Montana.
Sul piano diplomatico, la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti ha generato tensioni tra Italia e Svizzera, culminate con il richiamo a Roma dell’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado. Resta inoltre aperto il nodo su chi abbia materialmente versato la cauzione: secondo il Corriere della Sera, sarebbero tre le persone in grado di far fronte alla somma, tra cui un assicuratore, un notaio con studio vicino al locale e un terzo uomo con rapporti d’affari con Moretti.
L’indagine italiana e quella svizzera si intrecciano quindi in una fase decisiva, con l’obiettivo di chiarire responsabilità penali e amministrative e fare piena luce sulle cause della tragedia che ha sconvolto Crans-Montana.







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