WASHINGTON – Contrariamente ad alcune notizie circolate nella notte, Gregory Bovino, capo della Border Patrol, non è stato rimosso dal suo incarico. La precisazione è arrivata dalla portavoce del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, Tricia McLaughlin, attraverso un post su X, ex Twitter.
Le voci su una presunta destituzione erano emerse dopo i fatti di Minneapolis, dove le operazioni federali avevano suscitato forte tensione dopo una sparatoria che ha portato alla morte di un cittadino. McLaughlin ha chiarito che Bovino resta in carica e continuerà a svolgere il proprio ruolo all’interno dell’amministrazione federale.
Intanto, secondo quanto riferito dal sindaco di Minneapolis Jacob Frey, gli agenti federali, compreso Bovino, inizieranno nelle prossime ore a lasciare la città, a seguito delle tensioni generate dall’intervento delle forze dell’ordine.
Reazioni istituzionali
Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha commentato la vicenda sottolineando la differenza tra arrestare una persona e ucciderla: «Tra arrestare una persona e ucciderla c’è una bella differenza», ha detto, evidenziando l’attenzione sull’uso della forza da parte delle autorità.
Sul fronte italiano, resta aperto il dibattito sulla possibile presenza dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) in occasione dei Giochi Invernali di Milano–Cortina 2026. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha escluso la partecipazione diretta di agenti federali, mentre l’ambasciata degli Stati Uniti ha chiarito che eventuali operatori saranno presenti solo di supporto per monitorare eventuali rischi.
In sintesi
- Il DHS conferma che Gregory Bovino non è stato rimosso dal suo ruolo di capo della Border Patrol.
- Alcuni agenti federali lasceranno Minneapolis nelle prossime ore.
- In Italia, Tajani e Piantedosi hanno commentato la vicenda, evidenziando attenzione alla legittimità dell’uso della forza e chiarendo la natura del supporto ICE a Milano–Cortina.
La situazione rimane sotto stretta osservazione, con attenzione internazionale alle implicazioni politiche e operative di questi interventi federali negli Stati Uniti e alla cooperazione con le autorità italiane.







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