Intorno a mezzanotte, una petroliera gestita da una compagnia turca ha subito un’esplosione nella sala macchine mentre navigava nel Mar Nero. La nave, battente bandiera straniera, trasportava 140.000 tonnellate di petrolio greggio proveniente dalla Russia.
Secondo il ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloglu, l’attacco potrebbe essere stato provocato dall’impatto con un veicolo di superficie senza equipaggio. “A bordo ci sono 27 nostri cittadini, che non hanno riportato ferite. I nostri specialisti stanno lavorando sul posto e abbiamo inviato tutte le risorse necessarie per monitorare la situazione”, ha dichiarato il ministro.
La petroliera, di proprietà della compagnia Pergamon Shipping con sede a Istanbul, era stata precedentemente sanzionata dall’Unione Europea, dall’Ucraina, dal Regno Unito e dalla Svizzera. La nave faceva parte in passato della flotta della Besiktas Maritime come ‘Besiktas Dardanelles’, è stata poi acquisita da Kayseri Shipping, ribattezzata ‘Kayseri’, e infine passata alla Pergamon Maritime con il nome ‘Altura’. Le sanzioni riguardano anche il fondatore di Kayseri Shipping, Hector Varela De Leon, e l’attuale proprietario Mohammad Hossein Shamkhani, legato a figure di rilievo iraniane.
Al momento dell’esplosione, la petroliera si trovava a circa 24 chilometri dall’entrata settentrionale del Bosforo, tra la costa europea e quella anatolica di Istanbul. Nessun membro dell’equipaggio turco ha riportato ferite. Le autorità continuano a indagare sulle cause e monitorano attentamente la situazione.







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