WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco militare contro l’Iran che sarebbe stato già pianificato, dopo una richiesta arrivata da alcuni alleati del Golfo e in seguito all’avvio di “colloqui seri” tra le parti.
Secondo quanto riferito, la decisione si inserirebbe nel contesto di un intenso confronto diplomatico in corso con Iran, nel quale sarebbe stata presentata una nuova proposta in 14 punti da parte di Teheran, giudicata però “insufficiente” dalla Casa Bianca.
Il presidente americano avrebbe comunque avvertito che gli Stati Uniti restano pronti a un “assalto su vasta scala” nel caso in cui non si arrivi a un accordo ritenuto accettabile.
Tensioni nel Golfo e mediazione diplomatica
Le dichiarazioni arrivano in un quadro di forte tensione internazionale nell’area del Golfo Persico, dove diversi Paesi stanno cercando di favorire una de-escalation militare attraverso canali diplomatici e mediazioni regionali.
La linea della Casa Bianca, secondo le fonti, resta duplice: da un lato pressione militare, dall’altro apertura a negoziati per evitare un’escalation diretta.
Energia e sanzioni
Sul fronte energetico, Washington ha inoltre annunciato una nuova deroga di 30 giorni relativa al petrolio russo, misura che si inserisce nel più ampio sistema di sanzioni contro la Federazione Russa e nelle politiche di stabilizzazione dei mercati energetici internazionali.
Scenario ancora aperto
La situazione resta in evoluzione, con contatti diplomatici ancora in corso e nessuna conferma ufficiale di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran. Le prossime ore saranno decisive per capire se prevarrà la via negoziale o quella della pressione militare.






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