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Iran-Usa, primo round di colloqui in Svizzera: “Progressi incoraggianti”, proseguono i negoziati tecnici

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Si è concluso con segnali positivi il primo round di colloqui ad alto livello tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare, ospitato in Svizzera. Le parti hanno parlato di “progressi incoraggianti”, concordando la prosecuzione delle trattative a livello tecnico nei prossimi giorni.

Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, le delegazioni hanno avuto un breve confronto sul tema nucleare, limitandosi però a presentare le rispettive posizioni. Ulteriori discussioni, ha spiegato Teheran, saranno possibili dopo l’attuazione di alcuni punti chiave contenuti nel memorandum alla base del negoziato.

Trump: “Se l’Iran non rispetterà l’accordo faremo ciò che è necessario”

Il presidente statunitense Donald Trump ha commentato l’esito dei colloqui ribadendo la linea di fermezza di Washington.

«Se l’Iran non rispetterà l’accordo o non si comporterà come dovrebbe, farò ciò che devo fare», ha dichiarato. Secondo Trump, l’intesa avrebbe consentito di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e garantire che Teheran «non avrà mai armi nucleari».

Vance: “Molti buoni progressi”

Anche il vicepresidente americano JD Vance ha parlato di un confronto positivo, definendo le discussioni «molto positive» e affermando che i negoziatori hanno compiuto «molti buoni progressi».

I colloqui tecnici, ha aggiunto Vance, continueranno «nei prossimi giorni e nelle prossime settimane». Il vicepresidente ha inoltre dichiarato che lo Stretto di Hormuz «è aperto».

Il ruolo di Pakistan e Qatar

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi ha attribuito un ruolo importante alla mediazione internazionale, sottolineando il contributo di Pakistan e Qatar nel favorire progressi diplomatici, in particolare sul fronte del conflitto in Libano.

Intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso in Pakistan dopo la conclusione del primo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, in una fase diplomatica considerata cruciale per il futuro dei rapporti tra Teheran e Washington.

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